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	<title>Giornalismo Archivi - Associazione MediaLab</title>
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	<title>Giornalismo Archivi - Associazione MediaLab</title>
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		<title>L&#8217;urban escape room torna a Genova in versione MIL HALLOweek</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 11:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lato oscuro dell’informazione nella seconda edizione di Face to Fake, una nuova urban escape room nel centro di Genova sabato 31 ottobre 2026. Dopo&#8230;</p>
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<p class="has-color-12-color has-text-color has-link-color wp-elements-2 wp-block-paragraph">Il lato oscuro dell’informazione nella seconda edizione di Face to Fake, una nuova urban escape room nel centro di Genova sabato 31 ottobre 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo il successo della prima edizione, torna a Genova “Face to Fake”, l’escape room a cielo aperto ideata nell’ambito del progetto Critical Minds, in collaborazione con l’Associazione MediaLab.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 31 ottobre 2026 il centro storico genovese si trasformerà in un percorso investigativo per imparare a riconoscere i meccanismi tipici della disinformazione. Il ritrovo è fissato in piazza Matteotti alle 15:30.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Organizzati fino a un massimo di 10 squadre, i partecipanti (4 o 5 per squadra) seguiranno una serie di tappe collocate tra le vie e i luoghi simbolici della città. Lungo il percorso saranno chiamati a osservare, confrontare e interpretare contenuti ispirati a fatti reali e verificabili, misurandosi con alcune delle tecniche di manipolazione dell’informazione più diffuse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo non è soltanto stabilire se una notizia sia vera o falsa, ma comprendere come una falsità possa essere costruita, resa credibile e fatta circolare. Il gioco porta così l’educazione ai media nelle vie del centro genovese e trasforma la città in uno spazio di apprendimento, nel quale ogni luogo può diventare il punto di partenza per un’indagine.<br><br>Le iscrizioni all’evento del 31 ottobre sono gratuite e sono aperte fino a giovedì 29 ottobre <a href="https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6">https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6</a>.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Un’indagine tra le vie del centro genovese</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come in una vera escape room, ogni tappa propone un enigma o un cifrario da risolvere. La decodifica consente alle squadre di ottenere un nuovo frammento del dossier che stanno costruendo e di proseguire verso la tappa successiva. Passo dopo passo, i partecipanti raccolgono indizi e prove, formulano ipotesi e ricostruiscono il metodo attraverso cui la disinformazione viene prodotta e diffusa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda edizione di Face to Fake riprende il format sviluppato da Critical Minds e lo riporta nel centro storico genovese, confermando la vocazione del progetto a unire educazione, gioco e partecipazione. Il percorso è pensato per coinvolgere pubblici diversi e per dimostrare che l’alfabetizzazione mediatica può assumere forme dinamiche, accessibili e memorabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le diverse tappe dell’escape room saranno strategicamente collocate in luoghi simbolici del centro storico genovese, intrecciando lo spettro della disinformazione con l’atmosfera inquietante delle storie di presenze misteriose legate alla città. In questo contesto, anche gli articoli più “spaventosi” possono generare paura non tanto per il loro contenuto, quanto per il rischio di affrontarli senza gli strumenti necessari per interpretarli correttamente, verificarne l’attendibilità e riconoscere eventuali manipolazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’escape room urbana chiede quindi ai partecipanti di rallentare, osservare e collaborare: competenze essenziali in un ambiente informativo nel quale immagini, titoli, post e racconti possono essere manipolati con grande rapidità. La verifica diventa un gesto concreto e il pensiero critico un’attività da esercitare insieme.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Dolcetto o scherzetto&nbsp;</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’urban escape room di sabato 31 ottobre sarà anche la conclusione speciale della MIL HALLOweek 2026 di MediaLab, dedicata alle paure legate alla disinformazione, nell’ambito della Global Media and Information Literacy (MIL) Week UNESCO.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricorrenza di Halloween offre lo spunto per riproporre la dicotomia “dolcetto o scherzetto” in chiave disinformazione. Lo “scherzetto” richiama le trappole della disinformazione: contenuti costruiti per attirare l’attenzione, suscitare una reazione immediata e spingere alla condivisione prima ancora della verifica. Il “dolcetto” invece è il premio di un’esperienza condivisa, che arriva dopo aver esplorato l’ambivalenza informativa, alternando indizi, racconti e prove da verificare. La conclusione del percorso sarà anche accompagnata da un piccolo omaggio a tema Halloween per ogni partecipante, pensato come elemento conviviale e simbolico della giornata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Face to Fake, la MIL HALLOweek 2026 di MediaLab si chiude riportando l’alfabetizzazione mediatica nello spazio pubblico e trasformando il centro storico in un laboratorio a cielo aperto. Tra enigmi, miti, leggende e dolciumi, l’invito è a non accettare ogni storia per vera o falsa sulla base della prima impressione, ma a cercare gli indizi, interrogare le fonti e costruire insieme una lettura più consapevole della realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><br>Sabato 31 ottobre 2026<br>Ritrovo in piazza Matteotti alle 15:30<br><strong>“Face to Fake” – Medial Literacy HALLOweek edition<br></strong>Escape room a cielo aperto nel centro storico di Genova<br>Conclusione dell’UNESCO Global MIL week 2026<br>Le iscrizioni sono gratuite e sono aperte fino a giovedì 29 ottobre <a href="https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6">https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6</a></p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/10/ML_MIL-week-2026-v4-NEW-1-768x1024-1.jpg" alt="" class="wp-image-6238"/></figure>
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		<title>Emozioni algoritmiche. Quando l’intelligenza artificiale ridefinisce il rapporto con memoria e immagini.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 07:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 24 ottobre un incontro online sulle immagini generate dall’IA, nell’ambito della Global Media and Information Literacy Week 2026. Le immagini generate dall’intelligenza artificiale stanno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/emozioni-algoritmiche-quando-lintelligenza-artificiale-ridefinisce-il-rapporto-con-memoria-e-immagini/">Emozioni algoritmiche. Quando l’intelligenza artificiale ridefinisce il rapporto con memoria e immagini.</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sabato 24 ottobre un incontro online sulle immagini generate dall’IA, nell’ambito della Global Media and Information Literacy Week 2026.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le immagini generate dall’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui guardiamo, ricordiamo e interpretiamo la realtà. Possono ricostruire il passato, modificare fotografie e persino restituire movimento ai volti di persone scomparse. In questo modo le immagini si collocano in una zona ambigua tra memoria, simulazione e presenza digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo il tema dell’incontro “Emozioni algoritmiche – Affettività, memoria e simbolismo nelle immagini generate con intelligenza artificiale”, organizzato da MediaLab in occasione della Global Media and Information Literacy Week 2026. L’appuntamento si svolgerà online sabato 24 ottobre, dalle 10:00 alle 12:00 e darà diritto al riconoscimento di 2 crediti formativi per i giornalisti (iscrizioni sulla piattaforma https://www.formazionegiornalisti.it/) .</p>



<p class="wp-block-paragraph">La settimana UNESCO, in programma dal 24 al 30 ottobre, invita a riflettere sulle competenze necessarie per comprendere, valutare, creare e condividere i contenuti mediali in modo consapevole. Il tema di quest’anno &#8211; “We All Play a Part – Media and Information Literacy for the People” &#8211; sottolinea il ruolo attivo di ogni persona nella costruzione dell’ambiente informativo: attraverso ciò che guarda, pubblica, condivide e decide di ritenere credibile. L’incontro di MediaLab affronterà questo tema concentrandosi sull’autenticità delle immagini algoritmiche e sulle emozioni che suscitano.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il potere affettivo dell’immagine algoritmica</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">La riflessione partirà da una ricerca sul potere affettivo delle immagini algoritmiche, con particolare attenzione a quelle commemorative. Tecnologie come Deep Nostalgia animano fotografie di persone scomparse, trasformando un’immagine fissa in una breve sequenza. In questo modo il volto si muove e sembra tornare nuovamente presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca di Marta Pignaris, fondata sul quadro teorico degli affect studies, considera le immagini come “emotigeni”, capaci di produrre reazioni corporee e psicologiche. Una survey rivolta principalmente a studenti universitari ha evidenziato la possibile coesistenza di fascinazione, commozione e inquietudine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’immagine animata può infatti rafforzare il legame con il ricordo, ma anche generare interrogativi: si tratta ancora di una fotografia o di una nuova forma di simulazione? Che cosa consideriamo autentico quando un’immagine ci emoziona, pur sapendo che il movimento è stato creato artificialmente?</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è contribuire alla definizione di una teoria affettiva dell’immagine algoritmica, capace di interpretare il nuovo statuto delle immagini sospese tra documento, memoria e presenza digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Interverranno Marta Pignaris (laureata in Informazione ed Editoria) e Giuseppe Risso, vicepresidente di MediaLab. Introdurrà la giornalista Claudia Lupi, con una relazione sul giornalismo nell’era della verosomiglianza.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Le altre iniziative MediaLab per la Global MIL week 2026</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma proseguirà giovedì 29 ottobre, dalle 12:00 alle 14:00, con l’incontro online “Bambini e IA, la datificazione dell’infanzia”, dedicato alle opportunità e ai rischi del digitale per i più giovani, a partire dal report di EU Kids Online.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La settimana si concluderà venerdì 30 ottobre a Genova con la seconda edizione di Face to Fake, l’escape room a cielo aperto ideata nell’ambito del progetto Critical Minds, in collaborazione con MediaLab. Nel centro storico genovese, i partecipanti dovranno riconoscere i meccanismi della disinformazione attraversando luoghi legati a miti, leggende e misteri metropolitani. Un’esperienza partecipativa che traduce in pratica il messaggio “We All Play a Part”. Iscrizione <a href="https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6">https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6</a> entro mercoledì 28 ottobre alle 12:00.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Sabato 24 ottobre dalle 10:00 alle 12:00<br><strong>“Emozioni algoritmiche – Affettività, memoria e simbolismo nelle immagini generate con intelligenza artificiale”</strong><br><a href="https://meet.google.com/zzz-opja-qzy">https://meet.google.com/zzz-opja-qzy</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Media Literacy Week UNESCO: due eventi e un&#8217;escape a room nel centro di Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 12:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della Media Literacy Week UNESCO MediaLab promuove incontri online ed escape room a Genova per trasformare l’alfabetizzazione mediatica in un’esperienza partecipata. Non siamo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/media-literacy-week-medialab/">Media Literacy Week UNESCO: due eventi e un&#8217;escape a room nel centro di Genova</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In occasione della Media Literacy Week UNESCO MediaLab promuove incontri online ed escape room a Genova per trasformare l’alfabetizzazione mediatica in un’esperienza partecipata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non siamo soltanto spettatori dei media: ogni giorno contribuiamo a dare forma all’ambiente informativo in cui viviamo. È questo il punto di partenza delle iniziative organizzate dall’associazione MediaLab in occasione della <a href="https://www.unesco.org/en/articles/global-media-and-information-literacy-week-2026">Global Media and Information Literacy Week 2026</a>, la settimana promossa dall’UNESCO dal 24 al 30 ottobre con il tema “We All Play a Part – Media and Information Literacy for the People”. La scelta di MediaLab è quella di affrontare il rapporto con i media e con l’intelligenza artificiale attraverso il coinvolgimento diretto delle persone.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-7">Emozioni algoritmiche: immagini, affettività e memoria</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo appuntamento &#8211; “<a href="https://www.associazionemedialab.it/emozioni-algoritmiche-quando-lintelligenza-artificiale-ridefinisce-il-rapporto-con-memoria-e-immagini/">Emozioni algoritmiche – Affettività, memoria e simbolismo nelle immagini generate con intelligenza artificiale</a>” &#8211; è in programma sabato 24 ottobre 2026, sulla piattaforma Google Meet, dalle 10:00 alle 12:00. L’incontro online si concentrerà sul rapporto tra visione, emozione e memoria nel caso di immagini prodotte da un sistema di intelligenza artificiale. Introdurrà la giornalista Claudia Lupi, con una relazione dedicata al giornalismo nell’era della verosimiglianza. Interverranno poi Marta Pignaris, laureata in Informazione ed editoria all&#8217;Università di Genova con una tesi sull&#8217;animazione delle foto con strumenti AI e Giuseppe Risso, giornalista e vicepresidente di MediaLab. L&#8217;evento è valido per la formazione obbligatoria ODG e riconosce 2 crediti.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-8">Bambini e IA: la datificazione dell’infanzia</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo appuntamento si svolgerà giovedì 29 ottobre 2026, dalle 12:00 alle 14:00, sempre su Google Meet, e sarà dedicato a “<a href="https://www.associazionemedialab.it/eu-kids-online/">Bambini e IA, la datificazione dell’infanzia</a>”. A partire dall’ultimo report comparativo di EU Kids Online, l’incontro analizzerà opportunità e rischi del digitale per bambini e ragazzi. La discussione affronterà la datificazione dell’infanzia come questione non soltanto tecnologica, ma anche educativa, sociale e politica. Interverrano Giovanna Mascheroni, professoressa ordinaria di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi e Giuseppe Risso, giornalista e vicepresidente di MediaLab.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-9">MIL HALLOweek: un’escape room tra i vicoli di Genova tra miti, misteri e disinformazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma si concluderà sabato 31 ottobre a Genova con una speciale <a href="https://www.associazionemedialab.it/urban-escape-room/">escape room a tema Media Literacy HALLOweek</a>. L’evento rappresenta una sorta di seconda edizione di <a href="https://www.ansa.it/liguria/notizie/2026/08/18/universita-di-genova-una-escape-room-per-imparare-a-smascherare-le-fake-news_06db1181-66e1-481e-bdde-cb082ff62075.html">Face to Fake</a>, l’escape room a cielo aperto ideata da alcuni studenti dell’Università degli Studi di Genova nell’ambito del progetto Critical Minds, in collaborazione con MediaLab. Non si tratterà soltanto di un momento ludico, ma di una precisa modalità di sensibilizzazione, pensata per far vivere concretamente ai partecipanti il significato di We all play a part. Le diverse tappe dell’escape room saranno strategicamente collocate in luoghi simbolici del centro storico genovese, offrendo l’occasione di approfondire il tema dei misteri di Genova, ma soprattutto dello spettro della disinformazione, in sintonia con l’atmosfera di Halloween. La partecipazione è gratuita, previa <a href="https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6">iscrizione</a> entro giovedì 29 ottobre alle 12:00.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-10">Dalla consapevolezza alla responsabilità condivisa</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo programma, MediaLab interpreta la Global Media and Information Literacy Week come un invito a non delegare interamente ad altri la responsabilità del nostro rapporto con i media e con l’intelligenza artificiale. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito associazionemedialab.it e sugli account social dell&#8217;associazione.<br>&#8220;Abbiamo scelto di interpretare il tema UNESCO We all play a part partendo dalla consapevolezza che l’alfabetizzazione mediatica è un processo condiviso” ha dichiarato Francesca Scorcucchi, Presidentessa dell&#8217;Associazione MediaLab. &#8220;Si costruisce quando impariamo a leggere criticamente un’immagine o un testo, quando proteggiamo i nostri dati e quelli dei più giovani, quando verifichiamo prima di condividere e quando scegliamo di partecipare in modo consapevole alla vita pubblica&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 24 ottobre dalle 10:00 alle 12:00<br><strong>“Emozioni algoritmiche – Affettività, memoria e simbolismo nelle immagini generate con intelligenza artificiale”</strong><br><a href="https://meet.google.com/zzz-opja-qzy">https://meet.google.com/zzz-opja-qzy</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Giovedì 29 ottobre 2026, dalle 12:00 alle 14:00<br><strong>“Bambini e IA, la datificazione dell’infanzia”</strong><br><a href="https://meet.google.com/vkk-wbkd-ggn">https://meet.google.com/vkk-wbkd-ggn</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 31 ottobre dalle 15:30 (ritrovo in piazza Matteotti)<br><strong>Media Literacy HALLOweek escape room<br></strong>Iscrizione <a href="https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6">https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6</a> entro giovedì 29 ottobre alle 12:00.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6238" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/10/ML_MIL-week-2026-v4-NEW-1-768x1024-1.jpg" alt="" class="wp-image-6238"/></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/media-literacy-week-medialab/">Media Literacy Week UNESCO: due eventi e un&#8217;escape a room nel centro di Genova</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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		<title>Face to Fake, il 28 agosto partecipa all&#8217;escape room a cielo aperto a Genova!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Stretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 06:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[FakeNews]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’escape room a cielo aperto organizzata nell&#8217;ambito del progetto Critical Minds per imparare a smontare le fake news divertendosi. Iscrizioni aperte e gratuite! Pronti a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/face-to-fake-caccia-al-tesoro-genova-28-agosto/">Face to Fake, il 28 agosto partecipa all&#8217;escape room a cielo aperto a Genova!</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un’escape room a cielo aperto organizzata nell&#8217;ambito del progetto Critical Minds per imparare a smontare le fake news divertendosi. Iscrizioni aperte e gratuite!</h3>
<p data-path-to-node="9">Pronti a mettervi alla prova e a trasformarvi in veri e propri investigatori dell’informazione? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f575-fe0f-200d-2642-fe0f.png" alt="🕵️‍♂️" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4f0.png" alt="📰" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p data-path-to-node="10">Il <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="3">28 agosto 2026</b>, a partire dalle <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="35">ore 17:30</b>, Genova farà da cornice a <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="71">Face to Fake</b>, una speciale <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="98">escape room</i> a cielo aperto che unisce il divertimento della caccia al tesoro alle tecniche del <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="193">fact-checking</i> e del <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="213">debunking</i>.</p>
<p data-path-to-node="11"><b data-path-to-node="11" data-index-in-node="0">Di cosa si tratta?</b></p>
<p data-path-to-node="12">Tra Piazza Matteotti, i Giardini Luzzati e il centro storico, i partecipanti saranno protagonisti di un&#8217;indagine sul campo: un percorso a tappe guidato da indizi, piccoli enigmi e &#8220;trappole informative&#8221; da smascherare per imparare a riconoscere le notizie false, i tranelli della disinformazione e le scorciatoie cognitive che ogni giorno incontriamo sul web e sui social.</p>
<p data-path-to-node="13">La sfida durerà circa due ore e, per concludere in bellezza, alla fine del percorso ci sarà un rinfresco per tutti i partecipanti.</p>
<p data-path-to-node="14"><b data-path-to-node="14" data-index-in-node="0">Come partecipare?</b></p>
<p data-path-to-node="15">La partecipazione è <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="20">completamente gratuita</b>. Potete partecipare in squadra (fino a un massimo di 4 persone) o iscrivervi individualmente per far parte di un team!</p>
<p data-path-to-node="16"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="3">CLICCA <a href="https://forms.gle/Tj29pFZqV393DBpy9">QUI PER COMPILARE IL FORM DI ISCRIZIONE GRATUITA</a></b></p>
<p data-path-to-node="16"><b style="font-family: system-ui, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', 'Noto Sans', 'Liberation Sans', Arial, sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 18px;" data-path-to-node="18" data-index-in-node="0">Cos&#8217;è il progetto Critical Minds?</b></p>
<p><figure id="attachment_6128" aria-describedby="caption-attachment-6128" style="width: 240px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-6128 size-medium" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/08/Locandina-CM-240x300.png" alt="Face-to-fake, Genova 28-agosto" width="240" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-6128" class="wp-caption-text">Face to fake, Genova 28-agosto</figcaption></figure></p>
<p data-path-to-node="19"><i data-path-to-node="19" data-index-in-node="0">Face to Fake</i> rappresenta l&#8217;evento conclusivo di <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="48">Critical Minds</b>, il progetto ideato e condotto dagli studenti dell’Università di Genova in collaborazione con l’associazione <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="172">MediaLab</b>. Avviato nel settembre 2025, il progetto ha l&#8217;obiettivo di sensibilizzare i cittadini – e in particolare i giovani – sui rischi della disinformazione, fornendo strumenti pratici per sviluppare uno sguardo critico e consapevole sui flussi di notizie.</p>
<p data-path-to-node="20">Tra le altre iniziative del progetto trovate anche il podcast <b data-path-to-node="20" data-index-in-node="62"><i data-path-to-node="20" data-index-in-node="62">Critical Stories</i></b>, dedicato alle più grandi bufale della storia recente!</p>
<p data-path-to-node="21"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cd.png" alt="📍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="3">In sintesi:</b></p>
<ul data-path-to-node="22">
<li>
<p data-path-to-node="22,0,0"><b data-path-to-node="22,0,0" data-index-in-node="0">Quando:</b>  28 agosto 2026, ore 17:30</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="22,1,0"><b data-path-to-node="22,1,0" data-index-in-node="0">Dove:</b> Genova – Ritrovo in Piazza Matteotti (percorso verso i Giardini Luzzati e dintorni)</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="23">
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/face-to-fake-caccia-al-tesoro-genova-28-agosto/">Face to Fake, il 28 agosto partecipa all&#8217;escape room a cielo aperto a Genova!</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eclissi della ripetibilità: il valore dell&#8217;informazione nell&#8217;era dei bot</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/leclissi-della-ripetibilita-il-valore-dellinformazione-nellera-dei-bot/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 11:48:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[alfabetizzazione mediatica]]></category>
		<category><![CDATA[educazione ai media]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[I.A.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi oltre la metà delle interazioni online avviene tra bot. In questo oceano di contenuti sintetici e a basso costo, sorge una domanda cruciale: cosa rende un’informazione davvero preziosa? </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/leclissi-della-ripetibilita-il-valore-dellinformazione-nellera-dei-bot/">L&#8217;eclissi della ripetibilità: il valore dell&#8217;informazione nell&#8217;era dei bot</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Damiana Biga, Manus<br></em><br>Nell&#8217;era dei bot, il sistema dell&#8217;informazione globale sta vivendo una trasformazione senza precedenti. L&#8217;integrazione dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) nei processi di creazione e distribuzione dei contenuti non è più una promessa del futuro, ma una realtà che sta riscrivendo le regole del gioco. Oltre l&#8217;evoluzione tecnologica, dobbiamo chiederci come questo processo stia ridefinendo il concetto di valore nel mercato della conoscenza. In un mondo dove generare contenuti è diventato un servizio quasi a costo zero, cosa resta di autenticamente prezioso nel mestiere di informare?</p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;informazione nell&#8217;era dei bot</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ci muoviamo in un web popolato da presenze invisibili. Secondo il <a href="https://www.imperva.com/resources/resource-library/reports/2026-bad-bot-report/">Bad Bot Report 2026 di Imperva</a> il 53% di tutto il traffico Internet è generato da bot, e quasi il 40% di questo traffico proviene da bot malevoli. Questo significa che la maggior parte delle interazioni digitali non avviene tra esseri umani, ma tra script automatizzati che &#8220;leggono&#8221;, indicizzano e, sempre più spesso, &#8220;creano&#8221; contenuti eseguendo compiti ripetitivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo ecosistema saturo di segnali sintetici, il rischio non è solo la disinformazione, ma una progressiva svalutazione di tutto ciò che è facilmente replicabile. Come evidenziato da Eleonora Chioda in una recente intervista per il <a href="https://www.corriere.it/economia/meravigliosamente/26_luglio_23/francesco-marconi-giornalista-computazionale-serve-quello-che-non-puo-fare-l-ai-cosi-cambiera-il-mestiere-di-informare.shtml?refresh_ce">Corriere della Sera</a> , il settore dell&#8217;informazione sta subendo una mutazione antropologica. In questa riflessione, emerge con forza una sintesi di Francesco Marconi, pioniere del giornalismo computazionale al MIT di Boston, che cattura l&#8217;essenza della sfida attuale: &#8220;Tutto ciò che una macchina sa fare gratis, prima o poi smette di avere valore&#8221; . La rarità, dunque, non risiede più nella produzione, ma nell&#8217;autenticità. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Oltre la logica della demonizzazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo dei media manifesta spesso una forte resistenza nei confronti dell&#8217;IA: lo abbiamo spesso riscontrato confrontandoci con giornalisti preoccupati delle sorti del proprio ruolo, sicuramente anche per via della crisi dell&#8217;editoria. Ma non solo. Quello che abbiamo registrato è una sorta di demonizzazione acritica, alimentata dal timore di una perdita di identità professionale. Tuttavia, questa logica ignora la natura stessa della tecnologia come estensione delle facoltà umane. Come detto da Marconi, l&#8217;IA può essere paragonata a un telescopio: uno strumento che allunga la vista dell&#8217;astronomo, senza mai sostituirne l&#8217;occhio o la capacità di interpretare la volta celeste.<br><br>Nonostante l&#8217;evoluzione, tendiamo sempre a guardare il progresso tecnologico con diffidenza, eppure <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-color-12-color">la tecnologia può essere definita come ciò che converte un modo in un mezzo</mark>, un&#8217;abilità in una tecnica, un problema in una risorsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso l&#8217;automazione non è il nemico, ma un&#8217;opportunità per liberare il professionista dalle incombenze ripetitive e ad alto volume. Sistemi capaci di monitorare milioni di documenti pubblici in tempo reale possono individuare segnali deboli ed errori prima che vengano diffusi come notizia, permettendo al giornalista di dedicarsi ad altro, concentrandosi sull&#8217;analisi profonda e sulla verifica sul campo. </p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;economicità della produzione: una lama a doppio taglio</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei vantaggi più evidenti dell&#8217;integrazione dell&#8217;IA è l&#8217;abbattimento drastico dei costi di produzione. Oggi, creare testi, analisi e report richiede una frazione del tempo e delle risorse economiche necessarie solo pochi anni fa. Questa &#8220;democratizzazione della creazione&#8221; permette a piccole realtà e singoli professionisti di competere su scala globale, rendendo il sistema produttivo estremamente efficiente. Tuttavia, questa economicità comporta una responsabilità maggiore. La facilità con cui si può inondare il mercato di contenuti non deve andare a discapito della qualità e della rilevanza, per non alimentare ulteriormente il rumore di fondo digitale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La sfida dell&#8217;accountability</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La vera sfida etica non riguarda l&#8217;uso della macchina in sé, ma la trasparenza con cui viene impiegata. Qui entra in gioco la consapevolezza. Conoscere gli strumenti significa valutarne i limiti e i rischi. Solo attraverso la conoscenza possiamo sviluppare quella che in inglese viene definita accountability: la capacità di rendere conto delle proprie azioni e di spiegare il &#8220;come&#8221; e il &#8220;perché&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un articolo viene redatto con il supporto di un&#8217;agente IA per l&#8217;organizzazione dei dati, segnalarlo non sminuisce il lavoro, ma ne aumenta il valore. Integrare l&#8217;IA non significa abbandonarsi all&#8217;automazione, ma potenziare il pensiero critico.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Risorse, energia e responsabilità</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non dobbiamo dimenticare che l&#8217;efficienza digitale ha un costo fisico tangibile. L&#8217;Intelligenza Artificiale è una tecnologia &#8220;energivora&#8221;: secondo i dati dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (<a href="https://www.iea.org/reports/electricity-mid-year-update-2026">IEA</a>), la domanda globale di elettricità crescerà del 3,6% nel 2026 e di un ulteriore 3,8% nel 2027, rispetto alla crescita del 3% registrata nel 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare un&#8217;idea concreta, una singola interrogazione a un modello come ChatGPT consuma circa 0,0029 kWh, ovvero quasi dieci volte l&#8217;energia richiesta da una ricerca tradizionale su Google (0,0003 kWh). Anche l&#8217;impronta idrica è rilevante, a causa dei sistemi di raffreddamento necessari per i server. Usare l&#8217;IA, dunque, non è un atto &#8220;neutro&#8221;. Proprio come ogni altro strumento a nostra disposizione, va utilizzata in maniera responsabile e consapevole, evitando l&#8217;automazione superflua e privilegiando l&#8217;uso mirato laddove porti un reale valore aggiunto.<br><br>Quando ci sorgono dubbi sulle capacità dell&#8217;uomo al confronto con una macchina, non dimentichiamo che mentre il nostro cervello consuma circa 20 Watt per mantenere tutte le funzioni vitali e cognitive (inclusa la ricerca di informazioni), un&#8217;unica domanda posta a un&#8217;IA consuma circa 10 volte l&#8217;energia di una ricerca su Google e richiede una potenza infrastrutturale migliaia di volte superiore a quella biologica.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La fiducia come valuta rara</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;epoca in cui una macchina può simulare perfettamente lo stile di un grande autore, la vera rarità diventa l&#8217;esperienza diretta e la responsabilità individuale. Il pilastro della fiducia poggia ancora sulla presenza umana, su chi mette la propria faccia e il proprio nome dietro una comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giornalismo di domani dovrà essere una &#8220;scienza della verifica&#8221;, spostando l&#8217;attenzione dal semplice &#8220;cosa è successo&#8221; al &#8220;perché possiamo fidarci&#8221;. In un mondo dove la macchina può scrivere tutto, solo l&#8217;essere umano può decidere cosa valga davvero la pena di essere scritto, con la consapevolezza che ogni racconto è un atto di responsabilità verso la società.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/leclissi-della-ripetibilita-il-valore-dellinformazione-nellera-dei-bot/">L&#8217;eclissi della ripetibilità: il valore dell&#8217;informazione nell&#8217;era dei bot</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;impatto delle AI content farm sull&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione: rischi, regolamentazione e futuro del giornalismo</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/ai-content-farm/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 15:49:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Damiana Biga, Manus L&#8217;avvento delle AI content farm sta ridefinendo ulteriormente l&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione, ponendo sfide significative nei confronti dell&#8217;autorevolezza dei contenuti online. Questo fenomeno, strettamente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/ai-content-farm/">L&#8217;impatto delle AI content farm sull&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione: rischi, regolamentazione e futuro del giornalismo</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-heading-color-color">Damiana Biga, Manus</mark></em><br><br>L&#8217;avvento delle AI content farm sta ridefinendo ulteriormente l&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione, ponendo sfide significative nei confronti dell&#8217;autorevolezza dei contenuti online. Questo fenomeno, strettamente correlato alla disinformazione, vede portali dedicati alla pubblicazione di articoli generati automaticamente da intelligenza artificiale, spesso con minima supervisione editoriale (o con la sua totale assenza) e senza dichiararne la natura. Comprendere le radici, i rischi e le contromisure è cruciale per il futuro dell&#8217;informazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ascesa delle AI content farm e il crescente rischio di disinformazione</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">La disinformazione generata (anche) con l&#8217;ausilio dell&#8217;IA è stata identificata dal World Economic Forum nel suo report 2026 come il secondo più grande rischio per l&#8217;umanità a breve termine, superando persino eventi geopolitici e crisi economiche. Questo dato segna un cambiamento drastico rispetto al 2023, quando non rientrava nemmeno tra i primi dieci rischi globali [<a href="https://www.weforum.org/stories/global-risks/global-risks-over-the-past-5-years-what-s-changed-and-what-has-n-t/">WEF</a>].</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso il 2026 si configura come un anno spartiacque per il giornalismo mondiale. Non si tratta più solo di una sfida tecnologica, bensì di una crisi sistemica che minaccia la fiducia pubblica e la sostenibilità economica dei media. I dati di NewsGuard rivelano un&#8217;esplosione delle &#8220;content farm&#8221; IA: dalle 700 identificate nel 2024 si è passati a 3.859 siti a luglio 2026 e l&#8217;Italia detiene la quota preoccupante del 10% del totale globale di questi siti [<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/07/18/nel-mondo-oltre-3.800-siti-dinformazione-con-lia-per-il-10-domini_888f1a18-7a93-4263-8925-41488a5f96f8.html">ANSA</a>].</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="651" height="802" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WEF-disinformazione-2025-26.jpg" alt="" class="wp-image-6107"/></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;economia del &#8220;falso&#8221;: un mercato da miliardi e l&#8217;impatto sulle SERP</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno delle content farm IA non è solo editoriale, ma ha profonde implicazioni economiche. Mentre il mercato della pubblicità video digitale negli Stati Uniti è previsto superare gli 80 miliardi di dollari nel <a href="https://www.iab.com/news/u-s-digital-video-ad-spend-to-surpass-80b-in-2026/">2026</a>, una parte crescente di questi investimenti viene intercettata da siti automatizzati che producono &#8220;slop&#8221; (contenuti IA di bassa qualità) senza costi redazionali. E la situazione potrebbe peggiorare. Purtroppo le proiezioni future sono ancora più drastiche: <a href="https://www.amraandelma.com/ai-generated-content-statistics/">si stima</a> infatti che entro il 2030, il 99% del materiale su internet sarà generato dall&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa &#8220;alluvione&#8221; di contenuti compromette la qualità dell&#8217;informazione online ma sottrae anche ricavi pubblicitari alle testate giornalistiche legittime. Inoltre, altera la qualità dei risultati di ricerca, portando gli editori a temere un crollo del traffico organico dai motori di ricerca fino al 43% entro il 2029. L&#8217;integrazione dell&#8217;IA generativa nelle Search Engine Results Pages (SERP), infatti, potrebbe ridurre la visibilità dei contenuti tradizionali [<a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/journalism-media-and-technology-trends-and-predictions">Reuters Institute</a>]. Ecco perché con MediaLab stiamo testando l&#8217;impiego di IA come assistenza alla redazione di testi che rispondano alle attuali logiche di ricerca automatizzate, senza però compromettere i contenuti: l&#8217;IA è uno strumento, con consapevolezza, spirito critico e curiosità, si possono raggiungere importanti obiettivi di condivisione e di stimolo al dibattitto consapevole. O almeno questo è il nostro obiettivo.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Manipolazione cognitiva e la &#8220;weaponization&#8221; dell&#8217;informazione</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un altro aspetto interessante evidenziato dal <a href="https://www.weforum.org/stories/digital-trust-and-safety/how-cognitive-manipulation-and-ai-will-shape-disinformation-in-2026/">World Economic Forum</a>. Dagli studi in materia sta emergendo come la disinformazione sia diventata una vera e propria manipolazione cognitiva. Attori opportunistici utilizzano il micro-targeting psicologico per identificare le vulnerabilità emotive degli utenti e somministrare contenuti IA progettati per provocare rabbia o paura, accelerando la polarizzazione sociale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il 2026 è un test di stress critico. Le democrazie dipenderanno dalla capacità di ricostruire tre pilastri: verifica, deliberazione e responsabilità.&#8221; — <a href="https://www.weforum.org/stories/digital-trust-and-safety/how-cognitive-manipulation-and-ai-will-shape-disinformation-in-2026/">World Economic Forum, Global Risks Report 2026</a>.</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La risposta normativa: l&#8217;AI Act Europeo e il caso italiano</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario complesso, l&#8217;Europa sta cercando di stabilire un quadro normativo con l&#8217;<a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/regulatory-framework-ai">AI Act</a>, il primo regolamento completo al mondo sull&#8217;intelligenza artificiale. A partire da agosto 2026, entreranno in vigore obblighi di trasparenza cruciali (Articolo 50), che imporranno di identificare chiaramente i contenuti generati dall&#8217;IA e di etichettare visibilmente i &#8220;deepfake&#8221;. Le sanzioni per le violazioni possono raggiungere il 6% del fatturato globale, inviando un segnale forte alle grandi piattaforme e alle content farm [<a href="https://www.weforum.org/stories/digital-trust-and-safety/how-cognitive-manipulation-and-ai-will-shape-disinformation-in-2026/">WEF</a>].</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, nello specifico, il dibattito si è acceso con il caso di WeNews, testata interamente generata dall&#8217;IA. Questo ha spinto la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e il Sottosegretario all&#8217;editoria Alberto Barachini a presentare esposti all&#8217;Agcom. Il rischio evidenziato è quello di una &#8220;pseudo-informazione&#8221; che, pur imitando i codici del giornalismo professionale, ne svuota il senso critico e la responsabilità deontologica [<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/07/18/nel-mondo-oltre-3.800-siti-dinformazione-con-lia-per-il-10-domini_888f1a18-7a93-4263-8925-41488a5f96f8.html">ANSA</a>] [<a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/il-giornalismo-italiano-davanti-allia-fiducia-lavoro-e-futuro-delle-redazioni/">Agenda Digitale</a>].</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Verso un nuovo giornalismo: credibilità oltre la velocità</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolineato da <a href="https://www.forbes.com/sites/bernardmarr/">Bernard Marr</a>, futurista di fama mondiale, <a href="https://bernardmarr.com/the-danger-of-ai-content-farms/">già nel 2023</a>, nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale, il pensiero critico è una competenza fondamentale. Ciò implica la capacità di valutare l&#8217;accuratezza, la veridicità e il valore delle informazioni, indipendentemente dal fatto che siano state create da un essere umano o da una macchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida per i giornalisti nel 2026 non è competere con le macchine sulla quantità o sulla velocità, ma sulla credibilità. Mentre l&#8217;IA può automatizzare la cronaca in tempo reale, il valore umano risiede nell&#8217;inchiesta, nell&#8217;analisi di contesto e nella mediazione etica. Parallelamente, il pubblico di lettori può allenarsi a individuare le fonti e le caratteristiche di un testo verosimile, avvicinandosi a una narrativa coerente con la realtà e a un dibattito costruttivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/ai-content-farm/">L&#8217;impatto delle AI content farm sull&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione: rischi, regolamentazione e futuro del giornalismo</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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		<title>Due anni di MediaLab: in viaggio tra innovazione, formazione e cittadinanza digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 07:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MediaLab celebra oggi il suo secondo anniversario, un traguardo significativo che segna due anni di impegno costante nella promozione del pensiero critico e di una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/due-anni-di-medialab/">Due anni di MediaLab: in viaggio tra innovazione, formazione e cittadinanza digitale</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">MediaLab celebra oggi il suo secondo anniversario, un traguardo significativo che segna due anni di impegno costante nella promozione del pensiero critico e di una cittadinanza digitale consapevole.&nbsp; L’associazione è anche coinvolta nella promozione del lavoro del giornalista come professionista dell&#8217;informazione con precisi doveri deontologici. Dalla sua fondazione, MediaLab ha intrapreso un percorso dinamico, caratterizzato da iniziative innovative e collaborazioni strategiche, sia a livello locale che internazionale.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Allenare il pensiero critico e contrastare la disinformazione</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore della missione di MediaLab risiede nell&#8217;allenamento del pensiero critico. Attraverso progetti come &#8220;Critical Minds&#8221;, finanziato dal Corpo Europeo di Solidarietà e realizzato in collaborazione con l&#8217;Università di Genova, e &#8220;Vero, Falso o Plausibile&#8221;, iniziativa finanziata dalla Fondazione Carige e realizzata in collaborazione con la Fondazione Deferrari dedicata alle scuole liguri per smascherare le fake news, MediaLab ha fornito strumenti essenziali per navigare nel complesso panorama informativo contemporaneo. L&#8217;impegno si è esteso anche al coinvolgimento giovanile con &#8220;ActiveInMedia&#8221;, che ha reso i giovani protagonisti del fact-checking, e alla formazione professionale grazie alla collaborazione con &#8220;Fusion AI Labs&#8221;, muovendo i primi passi verso un programma focalizzato su come raccontare la rivoluzione dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Oltre i confini nazionali: progetti europei e collaborazioni internazionali</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">MediaLab ha saputo spingersi oltre i confini nazionali, partecipando attivamente a progetti europei di grande rilevanza. Insieme all&#8217;Università Milano Bicocca, ha presentato il progetto per l&#8217;alfabetizzazione mediatica dei Neet, con una larga partnership che coinvolge università e giornalisti di Francia, Spagna, Germania, mentre il Progetto Erasmus+ F.A.C.T.S. si è concentrato sull&#8217;alfabetizzazione mediatica per i giovani in partnership con la Spagna. La presenza di MediaLab è stata notata anche in eventi di respiro internazionale, dal Voices Festival di Firenze con Lie Detectors al workshop internazionale “Disinformation and Conspiracy Theories in the Digital Age: Analysis and Counterstrategies” organizzato dalla Scuola Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa, all&#8217;interno del quale MediaLab prende parte del panel dei relatori, dimostrando la sua crescente capacità di inserirsi nel dibattito globale sulla disinformazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Un primato ligure e la crescita della community</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">In Liguria, MediaLab ha consolidato la sua posizione come punto di riferimento. Ha realizzato il primo report sulla consapevolezza digitale nella regione per mappare il livello di alfabetizzazione dei cittadini liguri. Questo impegno ha portato a un triplicato aumento degli iscritti all&#8217;associazione, segno di una community in forte espansione e sempre più coinvolta. MediaLab è inoltre entrata a far parte del panel consultivo della Guardian Foundation per Newswise Europe, rafforzando il suo ruolo nella promozione di una cittadinanza digitale consapevole e nell&#8217;assicurare che l&#8217;informazione sia un bene accessibile e comprensibile a tutti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">MediaLab è sulle principali piattaforme social: Facebook, Instagram e Linkedin, oltre a YouTube e &#8211; da qualche mese &#8211; anche su Spotify, dove è possibile ascoltare le Pausa pranzo con MediaLab: una decina di incontri monotematici legati all&#8217;ambito dell&#8217;informazione, con giornalisti ed esperti di settore.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro motivo di orgoglio è stato il primato ligure nella celebrazione della Settimana Mondiale dell’Alfabetizzazione Mediatica e Informativa, promossa dall’UNESCO, un&#8217;iniziativa che ha visto MediaLab in prima linea come prima associazione ligure a impegnarsi nella promozione dell&#8217;iniziativa.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il futuro di MediaLab</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Questo anniversario non è solo un momento per guardare al passato, ma anche per proiettarsi verso il futuro. La community di MediaLab, composta da collaboratori, partner e follower, è il motore di ogni iniziativa, e a loro va un ringraziamento speciale per l&#8217;impegno, la costanza e la disponibilità dimostrate ogni giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Tra distopia e consapevolezza: il Workshop della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/tra-distopia-e-consapevolezza-i-miei-due-giorni-al-santanna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Stretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 10:11:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[FakeNews]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[MediaLiteracy]]></category>
		<category><![CDATA[TeorieCospirative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Annalisa Stretti «Siamo ad un passo dalla distopia». Stop, pausa. Basterebbe questa frase, scambiata con uno dei relatori al termine della prima sessione di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/tra-distopia-e-consapevolezza-i-miei-due-giorni-al-santanna/">Tra distopia e consapevolezza: il Workshop della Scuola Superiore Sant&#8217;Anna</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4><em>Di Annalisa Stretti</em></h4>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember1229">«<strong>Siamo ad un passo dalla distopia</strong>». Stop, pausa. Basterebbe questa frase, scambiata con uno dei relatori al termine della prima sessione di lavori, per raccontare i miei due giorni al <strong>Workshop Internazionale della<a href="https://www.linkedin.com/search/results/all/?keywords=Scuola%20Superiore%20Sant%27Anna&amp;origin=RICH_QUERY_SUGGESTION&amp;heroEntityKey=urn%3Ali%3Aorganization%3A33695&amp;position=1"> Scuola Superiore Sant&#8217;Anna</a></strong>. Credo che dica quasi tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember1230">Sono tornata da Pisa dopo due giorni intensi, nati dal lavoro del <strong>Professor Marco Solinas</strong> e di <strong>Gaia Fiorinelli</strong> che ringrazio per aver creduto nel valore del <strong>connubio tra accademia e territorio</strong>. <strong>MediaLab</strong> è stata chiamata a sedersi a un tavolo dove si incrociano le rotte di colossi come l&#8217;<strong>EBU (European Broadcasting Union)</strong>, l&#8217;<strong>EDMO (European Digital Media Observatory)</strong>, <strong>Pagella Politica</strong>, il <strong>CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)</strong> e diversi <strong>prestigiosi Atenei internazionali</strong> — solo per citarne alcuni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember1231">Professionalità diverse si sono incontrate e confrontate: tutto quello che portavano era legato indissolubilmente da un filo ben saldo: cos&#8217;è oggi l’informazione e soprattutto la <strong>disinformazione</strong>; come possiamo districarci in questa complessità e adottare le necessarie contromisure verso le <strong>narrazioni distorte</strong>, le notizie false, il serpeggiare del <strong>cospirazionismo</strong> ad ampio raggio sui temi più disparati.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember1232">Siamo passati da un mondo in cui l&#8217;informazione era centellinata a un&#8217;epoca in cui riceviamo in un giorno la quantità di stimoli che i nostri nonni avevano in un&#8217;intera vita. Questa <strong>velocità</strong> non è solo un dato statistico, è una <strong>sfida etica</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember1233"><strong>Lorenzo Alvisi</strong> (ricercatore dell&#8217;IMT di Lucca e del CNR) ha studiato come le teorie del complotto si diffondano su <strong>Telegram</strong> seguendo la &#8220;traccia&#8221; dei messaggi inoltrati da un gruppo all&#8217;altro. È un modo per mappare chi influenza chi. Il contenuto non conta più. Conta la <strong>regola dell&#8217;inoltro</strong>. Quando un messaggio viene rimbalzato, l&#8217;utente non lo percepisce come &#8220;una notizia da verificare&#8221;, ma come &#8220;<strong>una verità che ci vogliono nascondere</strong>&#8220;. L&#8217;inoltro diventa un meccanismo di <strong>validazione emotiva</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember1234">Ecco che si accende un faro anche sull’<strong>emotività</strong>, come conferma ampiamente il lavoro di <strong>Marco Solinas </strong>dal titolo <em>L’“infalsificabilità” del complottismo come arma politica</em>: velocità, tecnologia e “pancia” sono un mix letale. Se non si conoscono e non si spiegano i meccanismi, il cortocircuito è dietro l’angolo. Non è più tempo di considerare la <strong>Media Literacy</strong> come un&#8217;attività accademica di nicchia. È un <strong>imperativo categorico</strong>, come conferma anche l’<strong>Osservatorio MediaLab</strong>. Se anche i professionisti faticano a distinguere il reale dal sintetico, la formazione al <strong>pensiero critico</strong> diventa l&#8217;unico &#8220;sistema correttivo&#8221; possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" id="ember1235">Bisogna formare i giovani, è necessario, non è un &#8220;di più&#8221;. I giovanissimi sono &#8220;intrisi&#8221; di digitale ma spesso privi di consapevolezza critica. Confondono la velocità con l&#8217;accuratezza, restando esposti a violazioni della privacy e bullismo senza nemmeno rendersene conto. A tal proposito ho riscontrato un altro filo rosso, ossia una <strong>questione di genere</strong>. Personalmente, parlando del lavoro di <strong>MediaLab</strong> — ossia della ricerca che ha campionato le <strong>abitudini dei Liguri</strong> in termini di informazione e utilizzo dell’ecosistema digitale — mi sono soffermata anche sul dato di <strong>inversione di genere nella fascia 14-17 anni</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>



<figure id="attachment_6033" aria-describedby="caption-attachment-6033" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-6033 size-large" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/04/The-Paradox-1024x545.jpg" alt="The Paradox" width="1024" height="545" /><figcaption id="caption-attachment-6033" class="wp-caption-text">Dalla presentazione: &#8220;Disinformation and Media literacy&#8221;- MediaLab</figcaption></figure>
<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
<p id="ember1237" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Analizzando il comportamento degli <strong>adolescenti liguri dai 14 ai 17 anni,</strong> i dati parlano chiaro. Se da un lato i <strong>ragazzi vantano grande sicurezza ma poca precisione</strong>, dall&#8217;altro le <strong>ragazze mostrano ottime abilità pratiche pur sottovalutandosi</strong>. Semplice mancanza di autostima femminile o i ragazzi sono caduti nella trappola dell&#8217;<strong>effetto Dunning-Kruger</strong>? (MediaLab sta indagando con una nuova ricerca). Ma un&#8217;evidenza di genere trova riscontro nelle tendenze analizzate dalla sociologa <strong>Giuliana Sorci</strong>, la quale segnala come, in alcune tipologie di narrazioni le <strong>donne si dimostrino meno permeabili a teorie di tipo cospirativo rispetto agli uomini</strong>. Questa differenza di approccio impone una riflessione culturale profonda, suggerendo che i nostri <strong>metodi educativi,</strong> probabilmente, devono essere differenziati e stratificati</p>
<p id="ember1238" class="ember-view reader-text-block__paragraph">Sullo sfondo di questo scenario, c’è un’altra immagine che mi porto via da Pisa:  un <strong>semicerchio di sedie rosse</strong>. Sembra un dettaglio insignificante, quasi antico… <strong>addetti ai lavori e pubblico</strong>, abbiamo “esperito”, oltre che verbalizzato, l’importanza del confronto in presenza: guardandoci negli occhi, e parlando anche con il corpo. È stata l&#8217;occasione per dare voce ai pensieri lasciando a riposo il tono super professionale, per dibattere, chiedere e ascoltare con proattività. Dunque qualche tradizione non digitale, resiste, e questo ce lo teniamo stretto, dimostra sempre la sua validità, non ha ceduto all’obsolescenza, (e un po&#8217; ci rassicura).</p>
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		<title>Fake news, media e scuola: gli studenti liguri incontrano i legislatori</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/media-e-scuola/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fact-checking]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fake news, media e scuola. Oggi la presentazione dei risultati del progetto Erasmus+ &#8220;ActiveInMedia&#8221;: due anni di alfabetizzazione mediatica nelle scuole della provincia di Genova.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Fake news, media e scuola. Oggi la presentazione dei risultati del progetto Erasmus+ &#8220;ActiveInMedia&#8221;: due anni di alfabetizzazione mediatica nelle scuole della provincia di Genova.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Genova</strong> — Come si riconosce una fake news? Come si valuta l&#8217;affidabilità di una fonte? Come si naviga con spirito critico nel flusso incessante dell&#8217;informazione digitale? Sono queste le domande al centro di &#8220;<strong>ActiveInMedia</strong>&#8220;, il progetto Erasmus+ che&nbsp; oggi &#8211; lunedì 30 marzo, alle ore 9.00 &#8211; ha portato studenti, insegnanti e amministratori pubblici intorno allo stesso tavolo per discutere del futuro dell&#8217;educazione ai media nelle scuole liguri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro ha visto gli studenti dell&#8217;<strong>IISS Duchessa di Galliera</strong> e dell&#8217;<strong>Istituto Nautico San Giorgio di Genova</strong>, e dell&#8217;<strong>IISS Fortunio Liceti di Rapallo</strong>, esporre agli amministratori e ai legislatori locali i risultati di un percorso formativo durato due anni scolastici. L&#8217;obiettivo è avviare un dialogo concreto per l&#8217;introduzione dell&#8217;alfabetizzazione mediatica, della cultura dell&#8217;informazione di qualità e della lotta alla disinformazione nei curricula scolastici della Liguria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i decisori presenti, l’Assessora del Comune di Genova Rita Bruzzone, il Vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro e i Consiglieri regionali Roberto Arboscello e Sara Foscolo. Questi ultimi si sono impegnati a dare concretezza alla richiesta di introdurre l&#8217;alfabetizzazione mediatica come materia curricolare, presentando un ordine del giorno condiviso.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Un progetto nato dalla collaborazione tra giornalisti e scuola</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;ActiveInMedia&#8221; è un progetto Erasmus+ coordinato dall&#8217;Associazione Alkimie, che ha visto la collaborazione di cinque giornalisti di MediaLab. Insieme ai docenti dei tre istituti coinvolti, i nostri giornalisti hanno guidato ragazze e ragazzi in un percorso approfondito sulla comprensione critica del mondo dell&#8217;informazione contemporanea.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Abbiamo esplorato insieme i meccanismi di produzione delle notizie, le tecniche di verifica delle fonti, i rischi della disinformazione online e l&#8217;uso consapevole dei social media, rendendo i giovani veri protagonisti del fact-checking.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Media e scuola: verso l&#8217;alfabetizzazione mediatica nel curriculum scolastico</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro di oggi rappresenta il primo passo di un dialogo istituzionale che mira a trasformare le esperienze positive di &#8220;ActiveInMedia&#8221; in politiche scolastiche strutturali. MediaLab crede fermamente che la formazione di cittadini capaci di riconoscere il fenomeno della disinformazione sia essenziale, specialmente in un&#8217;epoca in cui i social media sono la principale fonte di notizie. Siamo impegnati a continuare a supportare iniziative che rendano l&#8217;alfabetizzazione mediatica un pilastro inamovibile dell&#8217;educazione ligure.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="6022" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-14.12.49-2-1024x771.jpeg" alt="" class="wp-image-6022"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="771" data-id="6024" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-14.12.49-1-1024x771.jpeg" alt="" class="wp-image-6024"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="6025" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-14.12.49-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-6025"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="6023" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-14.12.48-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-6023"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="6021" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-30-at-14.12.15-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-6021"/></figure>
</figure>
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		<title>(Bio)etica e giornalismo</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/bioetica-e-giornalismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 07:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MediaLab, in collaborazione con l&#8217;Istituto Italiano di Bioetica – Sezione Liguria (I.I.B.), è lieta di annunciare un webinar dedicato al rapporto tra bioetica e giornalismo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/bioetica-e-giornalismo/">(Bio)etica e giornalismo</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">MediaLab, in collaborazione con l&#8217;Istituto Italiano di Bioetica – Sezione Liguria (I.I.B.), è lieta di annunciare un webinar dedicato al rapporto tra bioetica e giornalismo. L&#8217;incontro, intitolato &#8220;(Bio)etica e Giornalismo&#8221;, si terrà online mercoledì 15 aprile 2026, dalle 17:00 alle 19:00, e mira a stimolare una riflessione approfondita sulle responsabilità del giornalismo nell&#8217;affrontare temi scientifici, sanitari e socialmente sensibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il webinar rappresenta un&#8217;opportunità unica per giornalisti, studiosi e professionisti della comunicazione di confrontarsi su deontologia, etica nella divulgazione e l&#8217;impatto crescente dell&#8217;intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico. L&#8217;obiettivo è approfondire come raccontare la complessità di tali argomenti senza rinunciare a rigore, responsabilità e correttezza delle fonti.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Saluti istituzionali</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento sarà aperto dai saluti di</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Luisella Battaglia, Presidente dell&#8217;Istituto Italiano di Bioetica (I.I.B.) e Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica (C.N.B.) presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.</li>



<li>Francesca Scorcucchi, Presidente di MediaLab.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Interventi e tematiche</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il panel di relatori, composto da esperti di spicco nel campo del giornalismo e della comunicazione, affronterà diverse sfaccettature del tema</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Tommaso Fregatti, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti liguri, discuterà di &#8220;Giornalismo, etica applicata, deontologia, onestà intellettuale&#8221;.</li>



<li>Pietro Pisano, Ufficio stampa dell’Ospedale San Martino di Genova, approfondirà l'&#8221;Etica nella comunicazione su temi sensibili&#8221;.</li>



<li>Andrea Castanini, Vicedirettore de Il Secolo XIX, presenterà &#8220;Bioetica e cronaca del quotidiano&#8221;.</li>



<li>Corrado Gigliotti, Ufficio stampa ASL2, e Federico Grasso, Staff Direzione generale ARPAL, esploreranno l'&#8221;Intelligenza artificiale nel giornalismo: fonti e comunicazione&#8221;.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Moderazione e comitato organizzativo</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">La discussione sarà moderata da</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Giuseppe Risso, Vicepresidente MediaLab.</li>



<li>Paolo Donadoni, Vicepresidente Istituto Italiano di Bioetica.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Il Comitato scientifico e organizzativo dell&#8217;evento è composto da Luisa Bellissimo, Natasha Cola, Alma Massaro, Paolo Donadoni e Giuseppe Risso.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Partecipazione</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Per partecipare al webinar, è necessario collegarsi a questo <a href="https://meet.google.com/zyr-odpw-thr">link</a>. La partecipazione all&#8217;evento dà diritto a crediti formativi per l&#8217;Ordine dei Giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/bioetica-e-giornalismo/">(Bio)etica e giornalismo</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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