L’era dell’Intelligenza Artificiale (IA) sta ridefinendo i confini della comunicazione, ponendo sfide inedite al mondo dell’informazione, anche a proposito di immagini e video generati con IA.
È su questo crinale tra innovazione tecnologica e responsabilità professionale che si è svolto l’incontro online di questa mattina intitolato: “Immagini e video generati con l’IA, e se lo strumento migliore fosse l’etica?”.
L’evento ha offerto ai giornalisti l’opportunità di acquisire 2 crediti formativi e ha visto la partecipazione di quasi cinquanta persone collegate online. L’iniziativa si è inserita nel contesto della Settimana Mondiale dell’Alfabetizzazione Mediatica e Informativa (Global MIL Week), promossa dall’UNESCO, che quest’anno ha come tema “Minds over AI”.
Oltre il confine tra vero e artificiale: il valore del contenuto
Il dibattito ha toccato il cuore della questione etica: la contrapposizione non è più solo tra ciò che è vero e ciò che è reale, ma riguarda la necessità impellente di recuperare il significato profondo del contenuto. L’attenzione si è spostata su ciò che si cela dietro la creazione di un’immagine o di un video e sul messaggio autentico che si intende veicolare.
Al centro della discussione, il fenomeno della sintografia e dei deepfake, strumenti che, se da un lato aprono scenari creativi illimitati, dall’altro mettono seriamente in discussione il confine tra realtà e artificio. La facilità con cui le immagini possono essere manipolate digitalmente rischia di far perdere il contatto con la verità dei fatti, minando la fiducia del pubblico nell’informazione.
Grazie anche all’intervento di alcuni partecipanti, il dibattito si è allargato, toccando temi cruciali come la dicotomia tra lentezza e rapidità di azione nel processo informativo e l’importanza della formazione sulla comunicazione in un panorama tecnologico in continua evoluzione. Si è parlato anche molto dell’interazione tra diverse generazioni, che stimola un dibattito attuale e ispirante sotto diversi punti di vista, coinvolgendo anche insegnanti e genitori.
Le voci dell’esperienza: l’etica come guida
A guidare il dialogo sono stati tre professionisti di spicco, che hanno portato la loro esperienza diretta nel campo della comunicazione visiva: Pino Ninfa, giornalista e fotografo, Lorenzo Battilana, giornalista e video operatore e Beppe Risso, giornalista e vicepresidente di MediaLab.
Il confronto si è concentrato sul rapporto complesso tra le nuove tecnologie e la responsabilità dei giornalisti. I relatori hanno condiviso le proprie esperienze nel video reportage e nella fotografia, evidenziando la necessità di andare oltre la mera immagine per recuperare la sostanza e il senso del contenuto che si vuole comunicare.
L’Etica non è un limite, ma lo strumento migliore
La conclusione emersa dall’incontro è chiara e potente: l’etica professionale non deve essere percepita come un vincolo o un limite all’innovazione, bensì come lo strumento migliore per orientare e guidare la comunicazione nell’era digitale.
In un contesto in cui la disinformazione e i contenuti generati artificialmente si diffondono con rapidità, l’approccio etico diventa il faro per i giornalisti, garantendo che l’innovazione sia sempre al servizio della verità e della trasparenza.
L’incontro di oggi ha dunque ribadito un principio fondamentale: l’equilibrio tra l’uso di strumenti potenti come l’AI e uno spirito critico, responsabile e deontologicamente corretto, è l’unica via per un giornalismo credibile e al passo con i tempi.
Prossimo appuntamento: etica e deontologia
L’iniziativa di MediaLab prosegue con un nuovo incontro online, sempre nell’ambito della Global MIL Week:
“Etica e deontologia del giornalista all’epoca dell’intelligenza artificiale”
Mercoledì 29 ottobre | 20.30 – 22.30
Relatori: Paolo Donadoni (professore a contratto dell’Università di Genova), Fabrizio Cerignale (giornalista). Moderatore: Giuseppe Risso (giornalista, vicepresidente Medialab).
Crediti Formativi: 4 (deontologici) Link: https://meet.google.com/bqe-gihh-iay
