MediaLab minds over AI

Deontologia e intelligenza artificiale: il giornalismo tra opportunità e consapevolezza critica

L’evento MediaLab e ODG Liguria fa il punto su deontologia e intelligenza artificiale, sul futuro della professione in un’era dominata dagli algoritmi con 70 partecipanti

Si è tenuto oggi, venerdì 24 ottobre, l’incontro dal titolo “La deontologia oltre l’intelligenza artificiale”, organizzato dall’associazione MediaLab in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Liguria. L’evento, svoltosi presso la sede dell’ODG in via Fieschi a Genova, ha richiamato un’ampia partecipazione, con 70 professionisti tra presenti in sala e collegati da remoto, a testimonianza dell’urgenza e dell’attualità del tema.

L’appuntamento si è inserito in un contesto significativo. Oggi è infatti il primo giorno della Settimana Mondiale dell’Alfabetizzazione Mediatica e Informativa (Global MIL week), promossa dall’UNESCO, che quest’anno ha come tema “Minds over AI”. L’obiettivo è chiaro: approfondire il delicato equilibrio tra l’innovazione portata dall’Intelligenza Artificiale (IA) e i principi fondamentali della deontologia giornalistica.

Il rischio e la consapevolezza: l’Articolo 19 come bussola

L’incontro è stato introdotto da Giuseppe Risso, vicepresidente di MediaLab, che ha subito messo in luce la natura a doppio taglio dell’IA: uno strumento che, come tutti, richiede consapevolezza e spirito critico nell’utilizzo.

Il focus sulla deontologia è stato approfondito da Tommaso Fregatti, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria, che ha richiamato in particolare l’Articolo 19 del nuovo codice deontologico. Questo articolo funge da monito e guida per l’utilizzo delle “buone pratiche” in un contesto in rapida evoluzione. L’IA, pur rappresentando una grande opportunità per la professione, porta con sé un rischio altrettanto grande se non gestita con rigore.

Un esempio pratico di questa criticità è emerso durante la discussione, citando il caso dell’edizione di La Provincia diventata virale. L’articolo, generato con l’ausilio di un chatbot, si concludeva con una frase che tradiva la sua origine algoritmica: «Vuoi che lo trasformi in un articolo da pubblicare su un quotidiano… o in una versione più narrativa da magazine d’inchiesta?». Un lapsus che ha evidenziato come l’uso dell’IA, se non mediato da una supervisione umana attenta, possa minare la credibilità e la trasparenza del prodotto giornalistico.

Le opportunità e la storia di una tecnologia pervasiva

Il cuore dell’incontro è stato dedicato alla parte più propositiva, illustrata dalla giornalista di Repubblica, Erica Manna. Tracciando una breve storia dell’Intelligenza Artificiale, Manna ha sottolineato come l’IA non sia una novità della Silicon Valley, ma una tecnologia che ha già un decennio di vita e che ha beneficiato di enormi finanziamenti fin dai suoi esordi. L’IA è già fortemente presente nella nostra vita quotidiana e nelle redazioni, influenzando non solo la scrittura, ma anche la fotografia, i social media e i meccanismi di diffusione delle notizie.

Il bias algoritmico: quando la neutralità fallisce

Un punto cruciale della riflessione ha riguardato il tema del bias algoritmico. Sebbene gli algoritmi siano stati inizialmente concepiti per essere neutrali e per evitare i pregiudizi umani, molti di quelli oggi in uso – dal mercato assicurativo al sistema giudiziario – hanno finito per incorporare i pregiudizi di chi li ha progettati.

A tal proposito, è stato citato il documentario Coded Bias di Joy Buolamwini, ricercatrice del MIT Media Lab e fondatrice della Algorithmic Justice League. La sua ricerca ha dimostrato come i sistemi di riconoscimento facciale incontrassero difficoltà nell’identificare correttamente i volti delle donne con la pelle scura, un esempio lampante di come il pregiudizio si insinui nella tecnologia, rendendo l’algoritmo tutt’altro che neutro.

Il giornalista non è sostituibile: la sfida di Ai Weiwei

L’evento ha ribadito un concetto fondamentale: la figura professionale del giornalista non è sostituibile. L’IA è uno strumento, un ausilio allo sguardo critico dell’uomo, non il suo rimpiazzo.

Questa posizione è stata rafforzata citando la sperimentazione condotta da il Foglio, che ha deciso di affrontare l’IA non nascondendola, ma portandola “dallo stato gassoso, dallo stato della teoria, allo stato solido, a quello della pratica”.

A chiudere il cerchio della riflessione è stato il riferimento al grande artista e dissidente cinese Ai Weiwei, che ha lanciato una sfida all’IA con il suo progetto “Circa 20:24”. Ottantuno domande poste all’Intelligenza Artificiale, che spaziano da “la vera democrazia è possibile?” a “che cos’è la libertà”.

Ai Weiwei ha espresso una critica profonda, che risuona come un monito per il giornalismo e la creatività in generale:

«Non considero la Al una minaccia intellettuale, bensì la sua capacità nel processo di dati e altre operazioni che rendono la conoscenza triviale, fornendo risposte solo apparentemente adeguate. Ma che, tuttavia, non sono né profonde, né approfondite»

Il rischio maggiore, secondo l’artista, è che l’IA possa rendere il pensiero “corretto, standardizzato, uniforme: il nemico di ogni intelletto umano”, appiattendo la società e la sua capacità di pensiero critico.

L’intelligenza artificiale come strumento: prove pratiche

Nell’incontro di oggi, valido per 4 crediti deontologici per la formazione continua, sono stati anche illustrati anche alcuni degli strumenti IA più utili per la professione giornalistica, di cui questo articolo rappresenta un esempio. È stato infatti scritto con l’aiuto di un agente IA, sistema software che utilizza l’intelligenza artificiale per eseguire compiti specifici senza l’intervento umano. Il pezzo è stato costruito in maniera autonoma dall’agente IA sulla base di appunti forniti da una giornalista sotto forma di bozza. Il processo è stato verificato, controllato e corretto dalla giornalista stessa, che risulta co-autrice del pezzo. 

L’incontro tra MediaLab e ODG Liguria si è concluso con la consapevolezza che il futuro del giornalismo passa attraverso l’accettazione dello strumento IA, ma soprattutto attraverso una maggiore alfabetizzazione mediatica e una rinnovata responsabilità etica da parte di chi le notizie le produce e le diffonde. In occasione della Settimana Mondiale dell’Alfabetizzazione Mediatica e Informativa (Global MIL week), promossa dall’UNESCO (24-31 ottobre) MediaLab presenta altri due incontri e porta avanti un’attività quotidiana di divulgazione e approfondimento sui social media Instagram e Facebook.

Sab 25 ottobre | 10.30 – 12.30
on line a questo link: https://meet.google.com/hdi-cpth-ejp 
“Immagini e video generati con l’AI, e se lo strumento migliore fosse l’etica?”
Relatori: Pino Ninfa (giornalista e fotografo), Lorenzo Battilana (giornalista e video operatore), Giuseppe Risso (giornalista, vicepresidente MediaLab).
Crediti formativi: 2

Mer 29 ottobre | 20.30 – 22.30
on line a questo link https://meet.google.com/bqe-gihh-iay 
“Etica e deontologia del giornalista all’epoca dell’intelligenza artificiale”
Relatori: Paolo Donadoni (professore a contratto dell’Università di Genova), Fabrizio Cerignale (giornalista). Moderatore: Giuseppe Risso,  giornalista, vicepresidente Medialab).
Crediti formativi: 4 (deontologici)

MediaLab – obiettivo (in)formazione è un’associazione di promozione sociale senza scopo di lucro. Promuove l’alfabetizzazione mediatica e il contrasto alle fake news, favorendo la formazione di una società consapevole attraverso lo sviluppo dello spirito critico. Fondata ad aprile 2024, MediaLab ha condotto la prima indagine mai condotta in Liguria per fotografare il livello di alfabetizzazione mediatica. È entrata nel panel consultivo di NewsWise Europe, il progetto promosso dalla Guardian Foundation con l’obiettivo di sviluppare strumenti e percorsi di alfabetizzazione mediatica per le scuole primarie. 

Scritto da Damiana Biga, giornalista e Manus