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	<title>Associazione MediaLab</title>
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	<description>MediaLab Obiettivo (in) formazione</description>
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		<title>Immaginare il futuro: MediaLab a Futures4Europe Conference 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 16:57:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[MediaLiteracy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla complessità alla partecipazione: a Roma, il confronto sul foresight ha messo al centro immaginazione, giovani e confronto — anche attraverso il gioco — sulle&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/immaginare-il-futuro-medialab-a-futures4europe-conference-2026/">Immaginare il futuro: MediaLab a Futures4Europe Conference 2026</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Dalla complessità alla partecipazione: a Roma, il confronto sul foresight ha messo al centro immaginazione, giovani e confronto — anche attraverso il gioco <em>—</em></em> <em>sulle modalità attraverso le quali è possibile immaginare il futuro.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il futuro non è una previsione da indovinare. È uno spazio da esplorare, discutere e costruire insieme. È questo uno dei messaggi che MediaLab ha portato con sé da <a href="https://www.futures4europe.eu/post/futures4europe-conference-2026-call-for-contributions-dmswc"><strong>Futures4Europe Conference 2026</strong> – “<strong>Daring to imagine otherwise”</strong></a>, l&#8217;evento che si è svolto a Roma tra il 30 settembre e il 1° ottobre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">MediaLab APS ha partecipato con il display “<em>The interface between policy and young generations in facing the future”</em>, dedicato al rapporto tra politiche e nuove generazioni nell’immaginare il futuro. Un tema che si è intrecciato con una domanda più ampia: come rendere comprensibili le trasformazioni che ci riguardano, senza ridurre la complessità a formule troppo semplici?</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conferenza ha riunito professionisti del foresight, esperti di ricerca e innovazione, studiosi, artisti e creativi: voci e competenze diverse, chiamate a interrogarsi sull’immaginazione come forza collettiva per comprendere e affrontare il futuro. Dopo una call lanciata nel febbraio 2026, sono arrivate oltre 148 proposte e il programma ha accolto più di 70 contributi tra presentazioni, workshop, eventi collaterali e display, oltre a più di 30 poster.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il foresight, come è emerso, non serve solo a immaginare ciò che potrebbe accadere. Crea spazi in cui le visioni del futuro possono nascere, confrontarsi e anche essere messe in discussione; aiuta a far dialogare conoscenze, valori e azioni, e a riflettere su come le nostre immagini del futuro prendono forma.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-6"><strong>Semplificare senza banalizzare</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento inaugurale, <a href="https://www.gcsp.ch/experts/dr-quentin-ladetto">Quentin Ladetto</a> ha offerto uno spunto prezioso per chi si occupa di comunicazione, divulgazione e giornalismo: nulla è semplice, ma se non proviamo a renderlo comprensibile, le persone non riusciranno a orientarsi. Una sfida particolarmente attuale in un contesto in cui cambiamenti tecnologici, sociali e politici si influenzano a vicenda e le informazioni circolano in lingue, formati e cornici interpretative diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <a href="https://www.futures4europe.eu/person/pier-francesco-moretti-yi8dh">Pier Francesco Moretti</a> ha richiamato la necessità di mantenere una <strong>mente aperta</strong> di fronte alla complessità. La lungimiranza, ha ricordato, non coincide con la previsione: i sistemi non seguono sempre traiettorie lineari e non si lasciano anticipare con precisione. Il foresight, allora, non serve a indicare un’unica strada inevitabile, ma ad ampliare le prospettive, mettere in relazione interessi e saperi differenti e prepararsi a possibilità diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la comunicazione ha un ruolo fondamentale. La <strong>media literacy</strong> non consiste soltanto nel riconoscere una notizia falsa o verificare una fonte: significa anche saper interpretare i contesti, interrogare le narrazioni, distinguere fatti e opinioni, capire come vengono costruite le rappresentazioni del futuro e chi ha voce nel farlo. Sono competenze che aiutano le persone a non essere spettatrici passive del cambiamento, ma cittadine e cittadini attivi, capaci di partecipare alle decisioni che le riguardano.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-7"><strong>La responsabilità della comunicazione</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Chi comunica, tuttavia, non si limita a trasmettere informazioni: attraverso le parole, le immagini, le fonti e le cornici narrative contribuisce a orientare il modo in cui le persone interpretano la realtà e, talvolta, formano le proprie opinioni. Ogni comunicazione comporta quindi una responsabilità: verificare ciò che si afferma, offrire il contesto necessario, distinguere fatti e opinioni e rendere visibili dubbi e limiti, senza sacrificare la complessità in nome della semplificazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi fa giornalismo questa responsabilità è ancora più forte, perché il lavoro giornalistico incide sul dibattito pubblico e sulle decisioni collettive. Rendere comprensibile non significa orientare o impoverire: significa aiutare il pubblico a capire, valutare e farsi un’opinione in autonomia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa capacità di interrogare le cornici è particolarmente importante quando si parla di scienza e innovazione, tematiche attualissime che sono state inevitabilmente al centro del dibattito. Una tecnologia o una conoscenza possono avere un potenziale duplice: possono generare benefici, ma anche essere impiegate in modi dannosi o inattesi. Riflettere su questi rischi — chiedendosi a chi giovano le scelte, chi potrebbe subirne le conseguenze e quali presupposti le orientano — non significa mettere in discussione la scienza in quanto tale. Al contrario, rendere espliciti metodi, limiti e incertezze può rafforzare la fiducia e il dibattito informato, senza confondere l’esame critico delle cornici con il rifiuto delle evidenze.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-8"><strong>Il gioco come palestra di futuri possibili</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma dell’evento ha proposto diversi modi per esplorare il futuro attraverso attività partecipative, tra cui giochi di carte e un gioco di ruolo a impatto sociale che metteva al centro il rapporto tra immaginazione critica e possibilità di dare forma alla realtà. Questo è un aspetto interessante e ricorrente nella nostra esperienza di esplorazione nel campo dell&#8217;alfabetizzazione mediatica, tanto che ultimamente lo stiamo sperimentando in nuove forme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gioco, in questo senso, non è una parentesi leggera né una scorciatoia per rendere tutto facile. È un dispositivo per provare prospettive, prendere decisioni in un ambiente protetto, ascoltare punti di vista diversi e vedere come le scelte individuali si intrecciano con quelle collettive. Carte, narrazioni, ruoli e attività collaborative possono trasformare concetti astratti in esperienze condivise. E, soprattutto, possono coinvolgere anche chi non si riconosce nei linguaggi specialistici o nei tradizionali spazi del dibattito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo approccio dialoga direttamente con la media literacy: imparare facendo, discutere le regole e le fonti di una narrazione, riconoscere ciò che resta ai margini, interrogarsi su chi decide e su quali conseguenze producono le scelte. Il gioco non sostituisce l’analisi critica: può renderla più accessibile, concreta e partecipata.</p>



<h4 class="wp-block-heading has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-9"><strong>Immaginare il futuro</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’immaginazione quindi può diventare un terreno d’incontro e di scambio: riunisce persone che portano valori, esperienze e visioni del mondo differenti. E può diventare una forza d’azione quando una visione condivisa aiuta a orientare innovazione, politiche e scelte collettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per MediaLab, la partecipazione a Futures4Europe ha rappresentato un’occasione per contribuire a questo dialogo e ribadire il valore di un’informazione comprensibile, critica e aperta alla partecipazione. Perché rendere accessibile la complessità non vuol dire impoverirla: vuol dire dare a più persone gli strumenti per comprenderla, discuterla e prendere parte alla costruzione del futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ringraziamento speciale a <strong>Pier Francesco Moretti</strong> e a <strong>Luigi Mazari Villanova (CNR)</strong> per l’organizzazione impeccabile e per la splendida opportunità di partecipare a un confronto così ricco e stimolante.</p>



<p class="has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-10 wp-block-paragraph"><br><strong><em>Damiana Biga e Manus</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/immaginare-il-futuro-medialab-a-futures4europe-conference-2026/">Immaginare il futuro: MediaLab a Futures4Europe Conference 2026</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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		<title>Face to Fake, il 28 agosto partecipa all&#8217;escape room a cielo aperto a Genova!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Stretti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 06:39:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[FakeNews]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’escape room a cielo aperto organizzata nell&#8217;ambito del progetto Critical Minds per imparare a smontare le fake news divertendosi. Iscrizioni aperte e gratuite! Pronti a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/face-to-fake-caccia-al-tesoro-genova-28-agosto/">Face to Fake, il 28 agosto partecipa all&#8217;escape room a cielo aperto a Genova!</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Un’escape room a cielo aperto organizzata nell&#8217;ambito del progetto Critical Minds per imparare a smontare le fake news divertendosi. Iscrizioni aperte e gratuite!</h3>
<p data-path-to-node="9">Pronti a mettervi alla prova e a trasformarvi in veri e propri investigatori dell’informazione? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f575-fe0f-200d-2642-fe0f.png" alt="🕵️‍♂️" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4f0.png" alt="📰" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p data-path-to-node="10">Il <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="3">28 agosto 2026</b>, a partire dalle <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="35">ore 17:30</b>, Genova farà da cornice a <b data-path-to-node="10" data-index-in-node="71">Face to Fake</b>, una speciale <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="98">escape room</i> a cielo aperto che unisce il divertimento della caccia al tesoro alle tecniche del <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="193">fact-checking</i> e del <i data-path-to-node="10" data-index-in-node="213">debunking</i>.</p>
<p data-path-to-node="11"><b data-path-to-node="11" data-index-in-node="0">Di cosa si tratta?</b></p>
<p data-path-to-node="12">Tra Piazza Matteotti, i Giardini Luzzati e il centro storico, i partecipanti saranno protagonisti di un&#8217;indagine sul campo: un percorso a tappe guidato da indizi, piccoli enigmi e &#8220;trappole informative&#8221; da smascherare per imparare a riconoscere le notizie false, i tranelli della disinformazione e le scorciatoie cognitive che ogni giorno incontriamo sul web e sui social.</p>
<p data-path-to-node="13">La sfida durerà circa due ore e, per concludere in bellezza, alla fine del percorso ci sarà un rinfresco per tutti i partecipanti.</p>
<p data-path-to-node="14"><b data-path-to-node="14" data-index-in-node="0">Come partecipare?</b></p>
<p data-path-to-node="15">La partecipazione è <b data-path-to-node="15" data-index-in-node="20">completamente gratuita</b>. Potete partecipare in squadra (fino a un massimo di 4 persone) o iscrivervi individualmente per far parte di un team!</p>
<p data-path-to-node="16"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <b data-path-to-node="16" data-index-in-node="3">CLICCA <a href="https://forms.gle/Tj29pFZqV393DBpy9">QUI PER COMPILARE IL FORM DI ISCRIZIONE GRATUITA</a></b></p>
<p data-path-to-node="16"><b style="font-family: system-ui, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', 'Noto Sans', 'Liberation Sans', Arial, sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 18px;" data-path-to-node="18" data-index-in-node="0">Cos&#8217;è il progetto Critical Minds?</b></p>
<p><figure id="attachment_6128" aria-describedby="caption-attachment-6128" style="width: 240px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-6128 size-medium" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/08/Locandina-CM-240x300.png" alt="Face-to-fake, Genova 28-agosto" width="240" height="300" /><figcaption id="caption-attachment-6128" class="wp-caption-text">Face to fake, Genova 28-agosto</figcaption></figure></p>
<p data-path-to-node="19"><i data-path-to-node="19" data-index-in-node="0">Face to Fake</i> rappresenta l&#8217;evento conclusivo di <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="48">Critical Minds</b>, il progetto ideato e condotto dagli studenti dell’Università di Genova in collaborazione con l’associazione <b data-path-to-node="19" data-index-in-node="172">MediaLab</b>. Avviato nel settembre 2025, il progetto ha l&#8217;obiettivo di sensibilizzare i cittadini – e in particolare i giovani – sui rischi della disinformazione, fornendo strumenti pratici per sviluppare uno sguardo critico e consapevole sui flussi di notizie.</p>
<p data-path-to-node="20">Tra le altre iniziative del progetto trovate anche il podcast <b data-path-to-node="20" data-index-in-node="62"><i data-path-to-node="20" data-index-in-node="62">Critical Stories</i></b>, dedicato alle più grandi bufale della storia recente!</p>
<p data-path-to-node="21"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cd.png" alt="📍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <b data-path-to-node="21" data-index-in-node="3">In sintesi:</b></p>
<ul data-path-to-node="22">
<li>
<p data-path-to-node="22,0,0"><b data-path-to-node="22,0,0" data-index-in-node="0">Quando:</b>  28 agosto 2026, ore 17:30</p>
</li>
<li>
<p data-path-to-node="22,1,0"><b data-path-to-node="22,1,0" data-index-in-node="0">Dove:</b> Genova – Ritrovo in Piazza Matteotti (percorso verso i Giardini Luzzati e dintorni)</p>
</li>
</ul>
<p data-path-to-node="23">
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/face-to-fake-caccia-al-tesoro-genova-28-agosto/">Face to Fake, il 28 agosto partecipa all&#8217;escape room a cielo aperto a Genova!</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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		<title>L&#8217;eclissi della ripetibilità: il valore dell&#8217;informazione nell&#8217;era dei bot</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/leclissi-della-ripetibilita-il-valore-dellinformazione-nellera-dei-bot/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 11:48:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[alfabetizzazione mediatica]]></category>
		<category><![CDATA[educazione ai media]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[I.A.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi oltre la metà delle interazioni online avviene tra bot. In questo oceano di contenuti sintetici e a basso costo, sorge una domanda cruciale: cosa rende un’informazione davvero preziosa? </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/leclissi-della-ripetibilita-il-valore-dellinformazione-nellera-dei-bot/">L&#8217;eclissi della ripetibilità: il valore dell&#8217;informazione nell&#8217;era dei bot</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Damiana Biga, Manus<br></em><br>Nell&#8217;era dei bot, il sistema dell&#8217;informazione globale sta vivendo una trasformazione senza precedenti. L&#8217;integrazione dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) nei processi di creazione e distribuzione dei contenuti non è più una promessa del futuro, ma una realtà che sta riscrivendo le regole del gioco. Oltre l&#8217;evoluzione tecnologica, dobbiamo chiederci come questo processo stia ridefinendo il concetto di valore nel mercato della conoscenza. In un mondo dove generare contenuti è diventato un servizio quasi a costo zero, cosa resta di autenticamente prezioso nel mestiere di informare?</p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;informazione nell&#8217;era dei bot</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ci muoviamo in un web popolato da presenze invisibili. Secondo il <a href="https://www.imperva.com/resources/resource-library/reports/2026-bad-bot-report/">Bad Bot Report 2026 di Imperva</a> il 53% di tutto il traffico Internet è generato da bot, e quasi il 40% di questo traffico proviene da bot malevoli. Questo significa che la maggior parte delle interazioni digitali non avviene tra esseri umani, ma tra script automatizzati che &#8220;leggono&#8221;, indicizzano e, sempre più spesso, &#8220;creano&#8221; contenuti eseguendo compiti ripetitivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo ecosistema saturo di segnali sintetici, il rischio non è solo la disinformazione, ma una progressiva svalutazione di tutto ciò che è facilmente replicabile. Come evidenziato da Eleonora Chioda in una recente intervista per il <a href="https://www.corriere.it/economia/meravigliosamente/26_luglio_23/francesco-marconi-giornalista-computazionale-serve-quello-che-non-puo-fare-l-ai-cosi-cambiera-il-mestiere-di-informare.shtml?refresh_ce">Corriere della Sera</a> , il settore dell&#8217;informazione sta subendo una mutazione antropologica. In questa riflessione, emerge con forza una sintesi di Francesco Marconi, pioniere del giornalismo computazionale al MIT di Boston, che cattura l&#8217;essenza della sfida attuale: &#8220;Tutto ciò che una macchina sa fare gratis, prima o poi smette di avere valore&#8221; . La rarità, dunque, non risiede più nella produzione, ma nell&#8217;autenticità. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Oltre la logica della demonizzazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo dei media manifesta spesso una forte resistenza nei confronti dell&#8217;IA: lo abbiamo spesso riscontrato confrontandoci con giornalisti preoccupati delle sorti del proprio ruolo, sicuramente anche per via della crisi dell&#8217;editoria. Ma non solo. Quello che abbiamo registrato è una sorta di demonizzazione acritica, alimentata dal timore di una perdita di identità professionale. Tuttavia, questa logica ignora la natura stessa della tecnologia come estensione delle facoltà umane. Come detto da Marconi, l&#8217;IA può essere paragonata a un telescopio: uno strumento che allunga la vista dell&#8217;astronomo, senza mai sostituirne l&#8217;occhio o la capacità di interpretare la volta celeste.<br><br>Nonostante l&#8217;evoluzione, tendiamo sempre a guardare il progresso tecnologico con diffidenza, eppure <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-color-12-color">la tecnologia può essere definita come ciò che converte un modo in un mezzo</mark>, un&#8217;abilità in una tecnica, un problema in una risorsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso l&#8217;automazione non è il nemico, ma un&#8217;opportunità per liberare il professionista dalle incombenze ripetitive e ad alto volume. Sistemi capaci di monitorare milioni di documenti pubblici in tempo reale possono individuare segnali deboli ed errori prima che vengano diffusi come notizia, permettendo al giornalista di dedicarsi ad altro, concentrandosi sull&#8217;analisi profonda e sulla verifica sul campo. </p>



<h4 class="wp-block-heading">L&#8217;economicità della produzione: una lama a doppio taglio</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei vantaggi più evidenti dell&#8217;integrazione dell&#8217;IA è l&#8217;abbattimento drastico dei costi di produzione. Oggi, creare testi, analisi e report richiede una frazione del tempo e delle risorse economiche necessarie solo pochi anni fa. Questa &#8220;democratizzazione della creazione&#8221; permette a piccole realtà e singoli professionisti di competere su scala globale, rendendo il sistema produttivo estremamente efficiente. Tuttavia, questa economicità comporta una responsabilità maggiore. La facilità con cui si può inondare il mercato di contenuti non deve andare a discapito della qualità e della rilevanza, per non alimentare ulteriormente il rumore di fondo digitale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La sfida dell&#8217;accountability</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La vera sfida etica non riguarda l&#8217;uso della macchina in sé, ma la trasparenza con cui viene impiegata. Qui entra in gioco la consapevolezza. Conoscere gli strumenti significa valutarne i limiti e i rischi. Solo attraverso la conoscenza possiamo sviluppare quella che in inglese viene definita accountability: la capacità di rendere conto delle proprie azioni e di spiegare il &#8220;come&#8221; e il &#8220;perché&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se un articolo viene redatto con il supporto di un&#8217;agente IA per l&#8217;organizzazione dei dati, segnalarlo non sminuisce il lavoro, ma ne aumenta il valore. Integrare l&#8217;IA non significa abbandonarsi all&#8217;automazione, ma potenziare il pensiero critico.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Risorse, energia e responsabilità</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non dobbiamo dimenticare che l&#8217;efficienza digitale ha un costo fisico tangibile. L&#8217;Intelligenza Artificiale è una tecnologia &#8220;energivora&#8221;: secondo i dati dell&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia (<a href="https://www.iea.org/reports/electricity-mid-year-update-2026">IEA</a>), la domanda globale di elettricità crescerà del 3,6% nel 2026 e di un ulteriore 3,8% nel 2027, rispetto alla crescita del 3% registrata nel 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per dare un&#8217;idea concreta, una singola interrogazione a un modello come ChatGPT consuma circa 0,0029 kWh, ovvero quasi dieci volte l&#8217;energia richiesta da una ricerca tradizionale su Google (0,0003 kWh). Anche l&#8217;impronta idrica è rilevante, a causa dei sistemi di raffreddamento necessari per i server. Usare l&#8217;IA, dunque, non è un atto &#8220;neutro&#8221;. Proprio come ogni altro strumento a nostra disposizione, va utilizzata in maniera responsabile e consapevole, evitando l&#8217;automazione superflua e privilegiando l&#8217;uso mirato laddove porti un reale valore aggiunto.<br><br>Quando ci sorgono dubbi sulle capacità dell&#8217;uomo al confronto con una macchina, non dimentichiamo che mentre il nostro cervello consuma circa 20 Watt per mantenere tutte le funzioni vitali e cognitive (inclusa la ricerca di informazioni), un&#8217;unica domanda posta a un&#8217;IA consuma circa 10 volte l&#8217;energia di una ricerca su Google e richiede una potenza infrastrutturale migliaia di volte superiore a quella biologica.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La fiducia come valuta rara</h4>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;epoca in cui una macchina può simulare perfettamente lo stile di un grande autore, la vera rarità diventa l&#8217;esperienza diretta e la responsabilità individuale. Il pilastro della fiducia poggia ancora sulla presenza umana, su chi mette la propria faccia e il proprio nome dietro una comunicazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giornalismo di domani dovrà essere una &#8220;scienza della verifica&#8221;, spostando l&#8217;attenzione dal semplice &#8220;cosa è successo&#8221; al &#8220;perché possiamo fidarci&#8221;. In un mondo dove la macchina può scrivere tutto, solo l&#8217;essere umano può decidere cosa valga davvero la pena di essere scritto, con la consapevolezza che ogni racconto è un atto di responsabilità verso la società.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/leclissi-della-ripetibilita-il-valore-dellinformazione-nellera-dei-bot/">L&#8217;eclissi della ripetibilità: il valore dell&#8217;informazione nell&#8217;era dei bot</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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		<title>L&#8217;impatto delle AI content farm sull&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione: rischi, regolamentazione e futuro del giornalismo</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/ai-content-farm/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 15:49:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Damiana Biga, Manus L&#8217;avvento delle AI content farm sta ridefinendo ulteriormente l&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione, ponendo sfide significative nei confronti dell&#8217;autorevolezza dei contenuti online. Questo fenomeno, strettamente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/ai-content-farm/">L&#8217;impatto delle AI content farm sull&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione: rischi, regolamentazione e futuro del giornalismo</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-heading-color-color">Damiana Biga, Manus</mark></em><br><br>L&#8217;avvento delle AI content farm sta ridefinendo ulteriormente l&#8217;ecosistema dell&#8217;informazione, ponendo sfide significative nei confronti dell&#8217;autorevolezza dei contenuti online. Questo fenomeno, strettamente correlato alla disinformazione, vede portali dedicati alla pubblicazione di articoli generati automaticamente da intelligenza artificiale, spesso con minima supervisione editoriale (o con la sua totale assenza) e senza dichiararne la natura. Comprendere le radici, i rischi e le contromisure è cruciale per il futuro dell&#8217;informazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ascesa delle AI content farm e il crescente rischio di disinformazione</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">La disinformazione generata (anche) con l&#8217;ausilio dell&#8217;IA è stata identificata dal World Economic Forum nel suo report 2026 come il secondo più grande rischio per l&#8217;umanità a breve termine, superando persino eventi geopolitici e crisi economiche. Questo dato segna un cambiamento drastico rispetto al 2023, quando non rientrava nemmeno tra i primi dieci rischi globali [<a href="https://www.weforum.org/stories/global-risks/global-risks-over-the-past-5-years-what-s-changed-and-what-has-n-t/">WEF</a>].</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso il 2026 si configura come un anno spartiacque per il giornalismo mondiale. Non si tratta più solo di una sfida tecnologica, bensì di una crisi sistemica che minaccia la fiducia pubblica e la sostenibilità economica dei media. I dati di NewsGuard rivelano un&#8217;esplosione delle &#8220;content farm&#8221; IA: dalle 700 identificate nel 2024 si è passati a 3.859 siti a luglio 2026 e l&#8217;Italia detiene la quota preoccupante del 10% del totale globale di questi siti [<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/07/18/nel-mondo-oltre-3.800-siti-dinformazione-con-lia-per-il-10-domini_888f1a18-7a93-4263-8925-41488a5f96f8.html">ANSA</a>].</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="651" height="802" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WEF-disinformazione-2025-26.jpg" alt="" class="wp-image-6107"/></figure>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;economia del &#8220;falso&#8221;: un mercato da miliardi e l&#8217;impatto sulle SERP</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno delle content farm IA non è solo editoriale, ma ha profonde implicazioni economiche. Mentre il mercato della pubblicità video digitale negli Stati Uniti è previsto superare gli 80 miliardi di dollari nel <a href="https://www.iab.com/news/u-s-digital-video-ad-spend-to-surpass-80b-in-2026/">2026</a>, una parte crescente di questi investimenti viene intercettata da siti automatizzati che producono &#8220;slop&#8221; (contenuti IA di bassa qualità) senza costi redazionali. E la situazione potrebbe peggiorare. Purtroppo le proiezioni future sono ancora più drastiche: <a href="https://www.amraandelma.com/ai-generated-content-statistics/">si stima</a> infatti che entro il 2030, il 99% del materiale su internet sarà generato dall&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa &#8220;alluvione&#8221; di contenuti compromette la qualità dell&#8217;informazione online ma sottrae anche ricavi pubblicitari alle testate giornalistiche legittime. Inoltre, altera la qualità dei risultati di ricerca, portando gli editori a temere un crollo del traffico organico dai motori di ricerca fino al 43% entro il 2029. L&#8217;integrazione dell&#8217;IA generativa nelle Search Engine Results Pages (SERP), infatti, potrebbe ridurre la visibilità dei contenuti tradizionali [<a href="https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/journalism-media-and-technology-trends-and-predictions">Reuters Institute</a>]. Ecco perché con MediaLab stiamo testando l&#8217;impiego di IA come assistenza alla redazione di testi che rispondano alle attuali logiche di ricerca automatizzate, senza però compromettere i contenuti: l&#8217;IA è uno strumento, con consapevolezza, spirito critico e curiosità, si possono raggiungere importanti obiettivi di condivisione e di stimolo al dibattitto consapevole. O almeno questo è il nostro obiettivo.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Manipolazione cognitiva e la &#8220;weaponization&#8221; dell&#8217;informazione</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un altro aspetto interessante evidenziato dal <a href="https://www.weforum.org/stories/digital-trust-and-safety/how-cognitive-manipulation-and-ai-will-shape-disinformation-in-2026/">World Economic Forum</a>. Dagli studi in materia sta emergendo come la disinformazione sia diventata una vera e propria manipolazione cognitiva. Attori opportunistici utilizzano il micro-targeting psicologico per identificare le vulnerabilità emotive degli utenti e somministrare contenuti IA progettati per provocare rabbia o paura, accelerando la polarizzazione sociale.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il 2026 è un test di stress critico. Le democrazie dipenderanno dalla capacità di ricostruire tre pilastri: verifica, deliberazione e responsabilità.&#8221; — <a href="https://www.weforum.org/stories/digital-trust-and-safety/how-cognitive-manipulation-and-ai-will-shape-disinformation-in-2026/">World Economic Forum, Global Risks Report 2026</a>.</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>La risposta normativa: l&#8217;AI Act Europeo e il caso italiano</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario complesso, l&#8217;Europa sta cercando di stabilire un quadro normativo con l&#8217;<a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/regulatory-framework-ai">AI Act</a>, il primo regolamento completo al mondo sull&#8217;intelligenza artificiale. A partire da agosto 2026, entreranno in vigore obblighi di trasparenza cruciali (Articolo 50), che imporranno di identificare chiaramente i contenuti generati dall&#8217;IA e di etichettare visibilmente i &#8220;deepfake&#8221;. Le sanzioni per le violazioni possono raggiungere il 6% del fatturato globale, inviando un segnale forte alle grandi piattaforme e alle content farm [<a href="https://www.weforum.org/stories/digital-trust-and-safety/how-cognitive-manipulation-and-ai-will-shape-disinformation-in-2026/">WEF</a>].</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, nello specifico, il dibattito si è acceso con il caso di WeNews, testata interamente generata dall&#8217;IA. Questo ha spinto la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e il Sottosegretario all&#8217;editoria Alberto Barachini a presentare esposti all&#8217;Agcom. Il rischio evidenziato è quello di una &#8220;pseudo-informazione&#8221; che, pur imitando i codici del giornalismo professionale, ne svuota il senso critico e la responsabilità deontologica [<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/07/18/nel-mondo-oltre-3.800-siti-dinformazione-con-lia-per-il-10-domini_888f1a18-7a93-4263-8925-41488a5f96f8.html">ANSA</a>] [<a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/il-giornalismo-italiano-davanti-allia-fiducia-lavoro-e-futuro-delle-redazioni/">Agenda Digitale</a>].</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Verso un nuovo giornalismo: credibilità oltre la velocità</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolineato da <a href="https://www.forbes.com/sites/bernardmarr/">Bernard Marr</a>, futurista di fama mondiale, <a href="https://bernardmarr.com/the-danger-of-ai-content-farms/">già nel 2023</a>, nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale, il pensiero critico è una competenza fondamentale. Ciò implica la capacità di valutare l&#8217;accuratezza, la veridicità e il valore delle informazioni, indipendentemente dal fatto che siano state create da un essere umano o da una macchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sfida per i giornalisti nel 2026 non è competere con le macchine sulla quantità o sulla velocità, ma sulla credibilità. Mentre l&#8217;IA può automatizzare la cronaca in tempo reale, il valore umano risiede nell&#8217;inchiesta, nell&#8217;analisi di contesto e nella mediazione etica. Parallelamente, il pubblico di lettori può allenarsi a individuare le fonti e le caratteristiche di un testo verosimile, avvicinandosi a una narrativa coerente con la realtà e a un dibattito costruttivo. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>IIT Genova: il polo scientifico che guida la robotica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 16:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Tiziana Lanuti, Damiana Biga e Manus.Foto Linda Kaiser L&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è il centro di riferimento nazionale per la robotica e le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/iit-genova-robotica/">IIT Genova: il polo scientifico che guida la robotica</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-heading-color-color has-text-color has-link-color wp-elements-12 wp-block-paragraph"><em>Di Tiziana Lanuti, Damiana Biga e Manus</em>.<br><em>Foto Linda Kaiser</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia (<a href="https://www.iit.it/it/chi-siamo">IIT</a>) è il centro di riferimento nazionale per la robotica e le scienze computazionali, con oltre 1.700 ricercatori provenienti da più di 60 paesi. L&#8217;istituto detiene un portafoglio di oltre 1.100 titoli di brevetti attivi, consolidando la posizione dell&#8217;Italia tra i leader globali dell&#8217;innovazione. La visita ai laboratori di Genova ha rivelato a MediaLab una realtà dove la ricerca pura si trasforma immediatamente in applicazioni industriali e cliniche, superando i confini della sperimentazione accademica.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;esperienza di MediaLab all&#8217;IIT di Genova: alla scoperta della robotica </strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Ha gli occhi spalancati di un bambino curioso, le guance cicciottelle ma è un robot. Si chiama <a href="https://icub.iit.it/">iCub</a> e fu lui ad accogliere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la sua prima visita all&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia. Per noi è solo passato qualche anno da quel giorno, ma per i ricercatori è come se il tempo non viaggiasse al nostro stesso passo: per loro corre alla velocità della luce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come associazione Medialab abbiamo avuto l&#8217;opportunità di visitare l&#8217;<a href="https://www.iit.it/it/">IIT</a> grazie alla nostra Valeria Delle Cave &#8211; Responsabile dell&#8217;ufficio stampa estero dell&#8217;istituto &#8211; e di vedere da vicino quello che, fino a poco tempo fa, sembrava appartenere solo ai film di fantascienza. Robot umanoidi, sistemi di intelligenza artificiale e applicazioni destinate alla salute, alla ricerca e all&#8217;industria raccontano una realtà che avanza molto più in fretta di quanto immaginiamo. Dietro ogni dimostrazione ci sono anni di studio, ricerca, tentativi, errori e competenze diverse che lavorano insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cosa che colpisce di più è la reazione che queste tecnologie scatenano dentro ognuno di noi. C&#8217;è chi si avvicina con il cellulare in mano per riprendere ogni movimento. Chi ascolta in silenzio cercando di capire come quella macchina riesca a rispondere, a muoversi, a imparare. E c&#8217;è anche chi rimane qualche passo indietro, incuriosito ma diffidente. <br><br>È impossibile non restare affascinati pensando a quello che queste tecnologie potranno fare: aiutare un chirurgo durante un intervento delicato, sostenere un paziente nella riabilitazione, svolgere lavori pesanti o pericolosi al posto dell&#8217;uomo, lavorare al fianco dei Vigili del Fuoco, dare contributo e sostegno in innumerevoli campi d&#8217;azione, dall&#8217;agricoltura alle missioni spaziali, passando per l&#8217;edilizia. Ma insieme allo stupore arrivano le domande su come sarà la nostra vita futura: i robot sostituiranno il lavoro umano? L&#8217;intelligenza artificiale prenderà decisioni al posto nostro? Possiamo fidarci di sistemi che imparano autonomamente?</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Su cosa si concentra la ricerca scientifica dell&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia è un centro di ricerca scientifica finanziato dallo Stato che promuove lo sviluppo tecnologico con l&#8217;obiettivo di sostenere l&#8217;eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata per favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. L&#8217;attività di ricerca è caratterizzata da una forte multidisciplinarietà e afferisce a quattro aree scientifiche: robotica, nanomateriali, scienze computazionali e tecnologie per le scienze della vita. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La produzione dell&#8217;IT ad oggi vanta più di 20.000 pubblicazioni, oltre 900 progetti competitivi attivi e oltre 60 progetti ERC, più di 1200 titoli di brevetti attivi, oltre 900 contratti di collaborazioni commerciali siglati, 41 start-up costituite e più di 50 in fase di lancio. Lo staff complessivo conta più di 1900 persone, di queste il 50% proviene dall&#8217;estero, da 62 Paesi nel mondo. Oltre ai Central Research Laboratories, un network costituito da 4 sedi dislocate sul territorio genovese, l&#8217;IIT conta 12 centri di ricerca distribuiti sul territorio nazionale (Treviso, Torino, Aosta, due a Milano, Trento, Ferrara, Roma, Pisa, Pontedera, Napoli, e Lecce) e 2 outstation all&#8217;estero (MIT ed Harvard negli USA).</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;impatto dell&#8217;IA sul mercato del lavoro in Italia</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intelligenza artificiale e la robotica collaborativa aumentano la produttività industriale ma richiedono anche una profonda conversione delle competenze professionali. Secondo i <a href="https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-report-brevetti-18-2-nel-2025">dati</a> del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), le domande di brevetto per invenzioni industriali in Italia sono cresciute del 18,2% nel 2025, segnale di una forte spinta verso l&#8217;automazione. Questa accelerazione è fonte di timori per l&#8217;occupazione nei settori a bassa specializzazione, implicando una necessaria e accurata gestione politica e sociale del cambiamento tecnologico.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>I robot sostituiranno i lavoratori umani?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">È soprattutto il timore per l’occupazione che rende diffidenti: se le macchine saranno in grado di svolgere un numero crescente di attività, quale spazio resterà per chi non possiede competenze altamente specialistiche? Viviamo in una società che ha messo a sistema il precariato, tema molto attuale e purtroppo caratterizzante di tante professioni come quella del giornalismo. Quindi è logico chiedersi che lavoro faranno le persone che oggi sono impiegate in lavori fisici – in edilizia, in agricoltura &#8211; che occupazione potranno trovare per vivere. Il lavoro è dignità, è vita, è futuro e se i datori di lavoro potranno usare un robot invece che tre operai, ecco che il sistema ha bisogno di essere aggiornato. La sfida attuale non è la mancanza di lavoro, ma la necessità di formare nuove figure professionali capaci di gestire e manutenere i sistemi intelligenti.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>AI Act: il quadro normativo per un&#8217;innovazione sicura</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come <a href="https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/rules-for-trustworthy-artificial-intelligence-in-the-eu.html">AI Act</a>, stabilisce le prime norme armonizzate al mondo per garantire che l&#8217;intelligenza artificiale sia etica e sicura. La normativa europea adotta un approccio basato sul rischio: più alto è il potenziale danno ai diritti fondamentali, più stringenti sono gli obblighi per i fornitori. L&#8217;AI Act vieta esplicitamente pratiche come il punteggio sociale e la manipolazione comportamentale, proteggendo la dignità dei cittadini e dei lavoratori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure il timore rimane. E durante la visita è stato interessante osservare come, davanti alle stesse dimostrazioni, le reazioni fossero molto diverse. Alcuni vedevano soprattutto le opportunità offerte dalla ricerca. Altri si soffermavano sui limiti, sui rischi etici, sulla tutela dei dati personali e sulle possibili conseguenze sociali. Nessuno ha davvero ragione o torto. Sono solo modi diversi di guardare allo stesso futuro.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Come vengono tutelati i lavoratori dall&#8217;AI Act?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;AI Act classifica i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per l&#8217;assunzione e la gestione del personale come &#8220;ad alto rischio&#8221;. Questo significa che le aziende devono garantire trasparenza, supervisione umana e accuratezza dei dati quando utilizzano algoritmi per valutare le prestazioni o decidere promozioni e licenziamenti. Tali misure mirano a impedire che le decisioni automatizzate diventino discriminatorie o prive di controllo etico.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Come possiamo prepararci al futuro tecnologico?</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">La comprensione delle tecnologie emergenti e l&#8217;aggiornamento continuo sono le uniche difese contro l&#8217;obsolescenza professionale. Il futuro non è un evento improvviso, ma un processo già in corso nei laboratori di Genova, nelle direttive di Bruxelles e nella nostra vita quotidiana. Affrontare questo percorso con curiosità scientifica e rigore normativo permette di trasformare i rischi dell&#8217;automazione in opportunità di crescita per l&#8217;intero sistema Paese.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Informazione e consapevolezza</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;informazione tecnologica corretta aiuta i cittadini a comprendere il cambiamento senza subirlo passivamente. La visita di Medialab all&#8217;IIT di Genova ha evidenziato come la percezione dell&#8217;innovazione oscilli tra entusiasmo e diffidenza. In questo senso, il giornalismo può spiegare non solo cosa sappia fare un robot, ma come esso modifichi il tessuto sociale e quali siano le tutele legali esistenti, come il diritto alla spiegazione delle decisioni algoritmiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni innovazione importante ha portato con sé entusiasmo e diffidenza: l&#8217;intelligenza artificiale non fa eccezione. La differenza rispetto ad altri periodi storici, è che oggi tutto sembra accadere molto più in fretta e noi abbiamo la sensazione di dover capire mentre il cambiamento è già in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche per chi fa informazione la sfida è questa. Non basta raccontare ciò che un robot sa fare. Bisogna provare a spiegare che cosa cambia nella vita delle persone, quali opportunità si aprono e quali domande porsi, consapevoli che non necessariamente questo porterà a delle risposte. Perché l&#8217;informazione serve soprattutto a questo: aiutare a capire, ad alimentare il dibattito e non per forza a scegliere da che parte stare.<br><br>Siamo usciti dai laboratori dell&#8217;IIT con molte informazioni in più, ma soprattutto con molte domande. E forse è proprio questo il risultato più importante. Il futuro non è qualcosa che arriverà domani. È già qui. Sta a noi decidere se affrontarlo con paura oppure con la curiosità di chi vuole comprenderlo davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6079" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.42-8-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6079"/></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" data-id="6080" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.42-4-576x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6080"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6089" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.42-3-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6089"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6094" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.42-2-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6094"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6081" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.42-1-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6081"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6092" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.42-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6092"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6084" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.41-4-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6084"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6091" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.41-3-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6091"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6095" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.41-2-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6095"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6087" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.41-1-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6087"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6083" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.41-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6083"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6085" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.40-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6085"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6086" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.39-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6086"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6082" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.35-2-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6082"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="6088" src="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-11-at-17.59.35-1-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6088"/></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/iit-genova-robotica/">IIT Genova: il polo scientifico che guida la robotica</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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		<title>Podcast 3.0: il futuro dell&#8217;ascolto nell&#8217;ecosistema digitale</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/podcast-3-0/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo dell&#8217;audio digitale è in continua evoluzione, e con esso la percezione e l&#8217;utilizzo del podcast: sabato 20 giugno ci addentreremo nel mondo Podcast&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/podcast-3-0/">Podcast 3.0: il futuro dell&#8217;ascolto nell&#8217;ecosistema digitale</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mondo dell&#8217;audio digitale è in continua evoluzione, e con esso la percezione e l&#8217;utilizzo del podcast: sabato 20 giugno ci addentreremo nel mondo Podcast 3.0. Se un tempo la sua definizione era chiara e circoscritta, oggi il podcast è un fenomeno liquido, dinamico, che si espande ben oltre le sue applicazioni native, competendo per l&#8217;attenzione degli utenti all&#8217;interno di un unico, affollato &#8220;rettangolo di vetro&#8221; che include piattaforme come Netflix, Instagram e WhatsApp.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro MediaLab &#8220;Podcast 3.0&#8221; si propone come una bussola indispensabile per orientarsi in questo ecosistema dell&#8217;ascolto contemporaneo. L&#8217;evento esplorerà come il podcast, lungi dall&#8217;essere un formato statico, sia più vivo che mai, reinventandosi e integrandosi in un panorama mediatico sempre più convergente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;incontro, verranno analizzate le nuove sfide e opportunità che emergono da questa trasformazione, offrendo strumenti e prospettive per comprendere e sfruttare al meglio il potenziale del podcast nell&#8217;era digitale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Relatori</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento vedrà la partecipazione di relatori di spicco, esperti del settore, che condivideranno le loro conoscenze e la loro esperienza tra cui</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Giuseppe Risso, giornalista di MediaLab, che porterà la sua visione sul panorama mediatico attuale e sul ruolo del podcast;</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sandro Ghini, fondatore di Mettiamoci la Voce, docente di Podcasting e narrazioni audio all&#8217;Università di Genova e di Progettazione di prodotti multimediali per la divulgazione all&#8217;Università di Milano-Bicocca, che offrirà una prospettiva approfondita sulle tecniche e le strategie di produzione audio ed</li>
</ul>



<ul class="wp-block-list">
<li>Erica Manna, giornalista di Repubblica e autrice del pluripremiato podcast “La linea d&#8217;acqua. Voci dal Mediterraneo Centrale”, che condividerà la sua esperienza nella creazione di narrazioni audio di impatto, con un focus sul reportage e l&#8217;impegno sociale.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Modalità di partecipazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento si terrà sabato 20 Giugno 2026, dalle 12.30 alle 14.30, in presenza e online. Per partecipare di persona, il riferimento è Sala Bo, Palazzo Fascie, Corso Colombo 48 a Sestri Levante. Per collegarsi in streaming basta usare il link <a href="https://meet.google.com/qab-syma-cjw">Google Meet.</a> Podcast 3.0 è accreditato dall&#8217;Ordine dei Giornalisti per la formazione professionale continua: info e iscrizioni sulla piattaforma dedicata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/podcast-3-0/">Podcast 3.0: il futuro dell&#8217;ascolto nell&#8217;ecosistema digitale</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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		<title>Una storia umana delle intelligenze artificiali</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/una-storia-umana-delle-intelligenze-artificiali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 09:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MediaLab presenta una nuova Pausa pranzo dedicata al tema &#8220;Una storia umana delle intelligenze artificiali&#8221;. L&#8217;intelligenza artificiale (AI) è un tema che domina le conversazioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/una-storia-umana-delle-intelligenze-artificiali/">Una storia umana delle intelligenze artificiali</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">MediaLab presenta una nuova Pausa pranzo dedicata al tema &#8220;Una storia umana delle intelligenze artificiali&#8221;. L&#8217;intelligenza artificiale (AI) è un tema che domina le conversazioni attuali, spesso associato all&#8217;apertura al pubblico di strumenti come ChatGPT nel 2022. Tuttavia, questa prospettiva, seppur comprensibile, riduce un percorso storico e intellettuale ben più profondo e affascinante. L&#8217;idea che le macchine possano pensare non è una novità del XXI secolo, ma affonda le sue radici nell&#8217;informatica moderna, con la prima menzione dell&#8217;espressione &#8220;intelligenza artificiale&#8221; che risale agli anni Cinquanta del Novecento.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Pausa Pranzo con MediaLab</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il corso MediaLab &#8220;Una storia umana delle intelligenze artificiali&#8221; si propone di esplorare proprio questo lato meno conosciuto e più &#8220;umano&#8221; dell&#8217;AI. Non si tratta di un&#8217;analisi tecnica dei progressi di laboratorio o delle architetture hardware, ma di un viaggio attraverso la storia intellettuale e la cultura popolare che hanno plasmato la nostra comprensione e le nostre aspettative riguardo all&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dei decenni, ciò che è mutato non sono state solo le tecnologie o la capacità di calcolo. È cambiata, in modo significativo, l&#8217;idea stessa di cosa costituisca l'&#8221;intelligenza&#8221; – sia negli esseri umani che nelle macchine – e di come essa possa essere dimostrata in modo definitivo da un sistema artificiale. Questo dibattito filosofico e scientifico ha accompagnato ogni fase dello sviluppo dell&#8217;AI, influenzando la ricerca, le applicazioni e la percezione pubblica.</p>



<h4 class="wp-block-heading">I relatori</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intervento vedrà la partecipazione di tre figure di spicco che guideranno i partecipanti attraverso questa complessa e stimolante narrazione:</p>



<p class="wp-block-paragraph">•<strong>Giuseppe Risso</strong>, giornalista e vicepresidente di MediaLab, porterà la sua esperienza nel campo della comunicazione e la sua visione critica sul ruolo dell&#8217;AI nella società contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•<strong>Federico Mazzini</strong>, docente di Digital History e Storia dei media e della comunicazione all&#8217;Università di Padova, offrirà una prospettiva accademica e storica, inquadrando l&#8217;evoluzione dell&#8217;AI nel contesto più ampio della storia delle idee e della cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•<strong>Fabio Ricceri</strong>, direttore della Rivista AI, fornirà un&#8217;analisi approfondita delle tendenze attuali e future dell&#8217;intelligenza artificiale, con un focus sulle implicazioni etiche e sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corso si terrà in modalità webinar il 17 giugno 2026 alle ore 13:00, accessibile tramite link <a href="https://meet.google.com/tmv-zxet-xoe">Google Meet</a>. Sarà un&#8217;occasione unica per approfondire la comprensione dell&#8217;intelligenza artificiale al di là delle narrazioni più comuni, scoprendo come la sua storia sia intrinsecamente legata alla nostra storia umana. Il corso da diritto a crediti formativi riconosciuti dall&#8217;Ordine dei Giornalisti: info e iscrizioni nella piattaforma dedicata. </p>
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		<title>5&#215;1000 a MediaLab: la scelta vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da oggi, grazie al 5&#215;1000, sostenere MediaLab e la sua missione per l&#8217;alfabetizzazione mediatica è ancora più semplice e significativo. Con la tua dichiarazione dei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/5x1000/">5&#215;1000 a MediaLab: la scelta vincente</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Da oggi, grazie al 5&#215;1000, sostenere MediaLab e la sua missione per l&#8217;alfabetizzazione mediatica è ancora più semplice e significativo. Con la tua dichiarazione dei redditi, puoi destinare il 5&#215;1000 alla nostra associazione, trasformando un gesto burocratico in un&#8217;opportunità per il pensiero critico e l&#8217;informazione consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fare &#8220;cinquina&#8221; con noi significa scegliere di non sentirsi soli in un mare di notizie confuse e disinformazione. Significa supportare progetti che promuovono la capacità di analizzare, valutare e interagire con i media in modo critico, fornendo strumenti essenziali per una cittadinanza attiva e consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/270d.png" alt="✍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Per farlo, basta inserire il codice fiscale di MediaLab nell&#8217;apposito campo della dichiarazione dei redditi: 90087280104</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per noi, il tuo contributo vale più di un ambo secco sulla ruota del pensiero critico. Ogni scelta, anche la più piccola, può fare la differenza nel costruire una società più informata e consapevole. Unisciti a noi in questa importante missione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie per il tuo prezioso supporto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il team di MediaLab</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>MediaLab e Auser: Alfabetizzazione Mediatica e Intelligenza Artificiale</title>
		<link>https://www.associazionemedialab.it/medialab-e-auser/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 14:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[FakeNews]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sta per concludere il primo mese di una nuova e significativa collaborazione tra MediaLab e Auser Genova e Liguria. Questa partnership mira a promuovere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/medialab-e-auser/">MediaLab e Auser: Alfabetizzazione Mediatica e Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si sta per concludere il primo mese di una nuova e significativa collaborazione tra MediaLab e Auser Genova e Liguria. Questa partnership mira a promuovere l&#8217;alfabetizzazione mediatica e la conoscenza dell&#8217;Intelligenza Artificiale (AI) tra la popolazione senior, attraverso una serie di interventi formativi dedicati nei Circoli della Città Metropolitana.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un impegno condiviso per l&#8217;inclusione digitale</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La collaborazione si inserisce nel più ampio contesto del Patto di Sussidiarietà “Ben&#8230;Essere Anziani 25_26” della Regione Liguria. Siamo fieri di collaborare con Auser sul progetto “Insieme è meglio”, che riflette un impegno comune verso l&#8217;invecchiamento attivo e la protezione sociale, con l&#8217;obiettivo di fornire strumenti e conoscenze utili per affrontare le sfide del mondo digitale contemporaneo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il corso: intelligenza artificiale per l&#8217;età senior</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore di questa collaborazione è un corso di alfabetizzazione mediatica specificamente pensato per le persone anziane. L&#8217;obiettivo è offrire un percorso di formazione semplice, accessibile e critico sul tema dell&#8217;Intelligenza Artificiale. Le lezioni saranno tenute da giornalisti e giornaliste aderenti all&#8217;Associazione MediaLab, garantendo un approccio competente e pratico.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Temi trattati:</h4>



<p class="wp-block-paragraph">I workshop affronteranno argomenti cruciali per comprendere l&#8217;impatto dell&#8217;AI nella vita quotidiana e per sviluppare un pensiero critico:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L&#8217;IA nella vita di tutti i giorni: esplorazione delle applicazioni pratiche dell&#8217;AI che incontriamo quotidianamente;</li>



<li>l&#8217;IA come strumento utile: scoperta delle potenzialità dell&#8217;AI per migliorare la qualità della vita e facilitare le attività quotidiane;</li>



<li>fake news e disinformazione: analisi di come l&#8217;AI può essere utilizzata per creare e diffondere disinformazione, e come riconoscerla;</li>



<li>pratichiamo l&#8217;IA assieme: sessioni interattive per sperimentare direttamente l&#8217;uso di strumenti basati sull&#8217;AI.</li>
</ul>



<h4 class="wp-block-heading">Prossimi appuntamenti</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il prossimo incontro è fissato per mercoledì 20 maggio, presso il Circolo Auser Foce c/o Circolo A.M.T, in Via Eugenio Ruspoli 53, con orario 15:00 &#8211; 16:30. Questo è uno dei numerosi workshop previsti, che si estenderanno anche nei mesi successivi in diverse località.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni sul calendario completo degli incontri e per iscrizioni, è possibile contattare Auser Liguria al numero 010 2488120 o via email all&#8217;indirizzo <a href="mailto:auserliguria@auserliguria.it" rel="noreferrer noopener" target="_blank">auserliguria@auserliguria.it</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa rappresenta un passo importante verso un&#8217;inclusione digitale più consapevole e accessibile per tutti, rafforzando il ruolo della comunità e della collaborazione tra enti per il benessere sociale.<br><br><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-heading-color-color">MAGGIO 2026</mark></strong><br><strong>Circolo A.M.T Foce &#8211; Via Eugenio Ruspoli 53, GENOVA.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mercoledì 6 maggio, ore 15:00-16:30<br>Mercoledì 13 maggio, ore 15:00-16:30<br>Mercoledì 20 maggio, ore 15:00-16:30<br>Mercoledì 27 maggio, ore 15:00-16:30</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-heading-color-color">GIUGNO 2026</mark></strong><br><strong>Circolo Borgoratti &#8211; Via Torricelli 16, GENOVA.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mercoledì 3 giugno, ore 10:30-12:00<br>Lunedì 8 giugno, ore 10:30-12:00<br>Mercoledì 17 giugno, ore 10:30-12:00<br>Lunedì 22 giugno, ore 10:30-12:00</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-heading-color-color">SETTEMBRE/OTTOBRE 2026</mark></strong><br><strong>Circolo Cornigliano &#8211; Viale Narisano 14, GENOVA.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lunedì 21 settembre, ore 15:30 &#8211; 17:00<br>Lunedì 28 settembre, ore 15:30 &#8211; 17:00<br>Lunedì 5 ottobre, ore 15:30 &#8211; 17:00<br>Lunedì 12 ottobre, ore 15:30 &#8211; 17:00</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Circolo Martinetti &#8211; Centro Civico Buranello, in via Daste 8, GENOVA.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mercoledì 7 ottobre, ore 15:30 &#8211; 17:00<br>Mercoledì 14 ottobre, ore 15:30 &#8211; 17:00<br>Mercoledì 21ottobre, ore 15:30 &#8211; 17:00<br>Mercoledì 28 ottobre, ore 15:30 &#8211; 17:00</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Centro Sociale San Teodoro &#8211; Via Lugo 6, GENOVA.<br></strong>Martedì 6 ottobre, ore 10:00 &#8211; 11:30<br>Martedì 13 ottobre, ore 10:00 &#8211; 11:30<br>Martedì 20 ottobre, ore 10:00 &#8211; 11:30<br>Martedì 27 ottobre, ore 10:00 &#8211; 11:30</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/medialab-e-auser/">MediaLab e Auser: Alfabetizzazione Mediatica e Intelligenza Artificiale</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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		<title>Più di 80 persone collegate per parlare di (bio)etica e giornalismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 17:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MediaLab, in collaborazione con l&#8217;Istituto Italiano di Bioetica – Sezione Liguria (I.I.B.), ha ospitato un webinar di grande interesse e stimolo su &#8220;(Bio)etica e Giornalismo&#8221;.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">MediaLab, in collaborazione con l&#8217;<strong><a href="https://www.istitutobioetica.it/">Istituto Italiano di Bioetica</a></strong> – Sezione Liguria (I.I.B.), ha ospitato un webinar di grande interesse e stimolo su &#8220;(Bio)etica e Giornalismo&#8221;. L&#8217;incontro online, tenutosi mercoledì 15 aprile 2026, dalle 17:00 alle 19:00, ha riunito 83 partecipanti &#8211; collegati da Liguria, Toscana, Campania, Sicilia, Lazio, Basilicata, Lombardia, Abruzzo, Umbria e Piemonte &#8211; dimostrando il forte interesse della comunità giornalistica e accademica verso le complesse intersezioni tra etica, scienza e comunicazione. L&#8217;evento ha mirato a stimolare una riflessione approfondita sulle responsabilità del giornalismo nell’affrontare temi scientifici, sanitari e socialmente sensibili, offrendo un&#8217;opportunità unica per giornalisti, studiosi e professionisti della comunicazione di confrontarsi su deontologia, etica nella divulgazione e l&#8217;impatto crescente dell&#8217;intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Saluti istituzionali e moderazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;apertura dell&#8217;evento ha visto i saluti istituzionali di <strong>Luisella Battaglia</strong>, Presidente dell’Istituto Italiano di Bioetica (I.I.B.) e Membro del Comitato Nazionale per la Bioetica (C.N.B.) presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e di <strong>Francesca Scorcucchi</strong>, Presidente di MediaLab. La moderazione dell&#8217;incontro è stata affidata a <strong>Giuseppe Risso</strong>, Vicepresidente MediaLab, e <strong>Paolo Donadoni</strong>, Vicepresidente Istituto Italiano di Bioetica, che hanno guidato un dialogo a quattro voci arricchito dagli interventi di diversi specialisti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il cuore del dibattito</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti liguri, <strong>Tommaso Fregatti</strong>, ha sottolineato l&#8217;importanza della formazione in occasioni come quella di oggi, nonché l&#8217;eccellenza della Liguria nella formazione continua. La regione infatti è la seconda regione d’Italia con il più alto numero di giornalisti che osservano l’obbligo della formazione continua.  Nel suo intervento, Fregatti ha discusso di giornalismo, etica applicata, deontologia e onestà intellettuale. Sono stati citati articoli significativi del nuovo Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti (in vigore dal 1° giugno 2025) e sollevate quesiti sull’autorevolezza dell&#8217;informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pietro Pisano</strong>, Ufficio stampa dell’Ospedale San Martino di Genova, ha approfondito l’etica nella comunicazione su temi sensibili, evidenziando la necessità di trattare tali argomenti con grande sensibilità per proteggere i malati e le loro famiglie dalle conseguenze di una comunicazione impropria.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Andrea Castanini</strong>, Vicedirettore de Il Secolo XIX, ha parlato di bioetica e cronaca quotidiana, rilevando come questi temi siano di stringente attualità e al centro dell&#8217;agenda politica e delle associazioni. Ha evidenziato l&#8217;importanza della dimensione etica, oltre a quella fattuale e scientifica, nel giornalismo contemporaneo, notando una crescente attenzione che non era presente nei decenni passati.</p>



<h4 class="wp-block-heading">IA, giornalismo e comunicazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Infine il dibattito si è spostato sul tema dell&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) nel giornalismo, concentrandosi su fonti e comunicazione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Basandosi sull&#8217;esperienza maturata a Malaga durante un Erasmus+ organizzato dall’Ordine dei Giornalisti liguri, <strong>Corrado Gigliotti, </strong>Ufficio stampa ASL2, ha evidenziato i limiti e i rischi dell’IA secondo Pablo Sanguineti, ricercatore e autore specializzato in un approccio umanistico alla tecnologia e membro dell&#8217;Osservatorio sull&#8217;Impatto Etico e Sociale dell&#8217;Intelligenza Artificiale in Spagna (OdiseIA). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Federico Grasso</strong> &#8211; Staff Direzione generale ARPAL &#8211; ha inoltre sottolineato come l&#8217;IA permetta di processare i dati in maniera più efficiente, ottimizzando i processi di elaborazione di dati e informazioni. Ha evidenziato che l&#8217;Europa è all&#8217;avanguardia nella normativa sull&#8217;IA, sebbene la lentezza burocratica stia rallentando la sua applicazione nella vita professionale quotidiana. Nonostante ciò, la base normativa, pur rallentando il percorso innovativo, garantirà un approccio più rispettoso dell&#8217;etica e della deontologia.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Conclusioni</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro ha offerto spunti preziosi per comprendere le sfide e le responsabilità che il giornalismo moderno deve affrontare, specialmente in ambiti delicati come la bioetica e l&#8217;innovazione tecnologica.  La partecipazione all&#8217;evento ha dato diritto a crediti formativi per l&#8217;Ordine dei Giornalisti, riaffermando l&#8217;impegno di MediaLab e dei suoi partner nella promozione di un giornalismo informato, etico e responsabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In chiusura, <strong>Luisella Battaglia</strong> ha offerto una riflessione profonda sul concetto di democrazia cognitiva, sottolineando come la democrazia stessa si fondi sulla conoscenza. Questa conoscenza, ha precisato, è accessibile e si consolida anche grazie a un&#8217;informazione accurata e responsabile. Un monito potente sull&#8217;importanza cruciale del giornalismo etico e informato per la salute democratica della società.</p>



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