Emozioni algoritmiche. Quando l’intelligenza artificiale ridefinisce il rapporto con memoria e immagini.

Sabato 24 ottobre un incontro online sulle immagini generate dall’IA, nell’ambito della Global Media and Information Literacy Week 2026.

Le immagini generate dall’intelligenza artificiale stanno trasformando il modo in cui guardiamo, ricordiamo e interpretiamo la realtà. Possono ricostruire il passato, modificare fotografie e persino restituire movimento ai volti di persone scomparse. In questo modo le immagini si collocano in una zona ambigua tra memoria, simulazione e presenza digitale.

È questo il tema dell’incontro “Emozioni algoritmiche – Affettività, memoria e simbolismo nelle immagini generate con intelligenza artificiale”, organizzato da MediaLab in occasione della Global Media and Information Literacy Week 2026. L’appuntamento si svolgerà online sabato 24 ottobre, dalle 10:00 alle 12:00 e darà diritto al riconoscimento di 2 crediti formativi per i giornalisti (iscrizioni sulla piattaforma https://www.formazionegiornalisti.it/) .

La settimana UNESCO, in programma dal 24 al 30 ottobre, invita a riflettere sulle competenze necessarie per comprendere, valutare, creare e condividere i contenuti mediali in modo consapevole. Il tema di quest’anno – “We All Play a Part – Media and Information Literacy for the People” – sottolinea il ruolo attivo di ogni persona nella costruzione dell’ambiente informativo: attraverso ciò che guarda, pubblica, condivide e decide di ritenere credibile. L’incontro di MediaLab affronterà questo tema concentrandosi sull’autenticità delle immagini algoritmiche e sulle emozioni che suscitano.

Il potere affettivo dell’immagine algoritmica

La riflessione partirà da una ricerca sul potere affettivo delle immagini algoritmiche, con particolare attenzione a quelle commemorative. Tecnologie come Deep Nostalgia animano fotografie di persone scomparse, trasformando un’immagine fissa in una breve sequenza. In questo modo il volto si muove e sembra tornare nuovamente presente.

La ricerca di Marta Pignaris, fondata sul quadro teorico degli affect studies, considera le immagini come “emotigeni”, capaci di produrre reazioni corporee e psicologiche. Una survey rivolta principalmente a studenti universitari ha evidenziato la possibile coesistenza di fascinazione, commozione e inquietudine.

L’immagine animata può infatti rafforzare il legame con il ricordo, ma anche generare interrogativi: si tratta ancora di una fotografia o di una nuova forma di simulazione? Che cosa consideriamo autentico quando un’immagine ci emoziona, pur sapendo che il movimento è stato creato artificialmente?

L’obiettivo è contribuire alla definizione di una teoria affettiva dell’immagine algoritmica, capace di interpretare il nuovo statuto delle immagini sospese tra documento, memoria e presenza digitale.

Interverranno Marta Pignaris (laureata in Informazione ed Editoria) e Giuseppe Risso, vicepresidente di MediaLab. Introdurrà la giornalista Claudia Lupi, con una relazione sul giornalismo nell’era della verosomiglianza.

Le altre iniziative MediaLab per la Global MIL week 2026

Il programma proseguirà giovedì 29 ottobre, dalle 12:00 alle 14:00, con l’incontro online “Bambini e IA, la datificazione dell’infanzia”, dedicato alle opportunità e ai rischi del digitale per i più giovani, a partire dal report di EU Kids Online.

La settimana si concluderà venerdì 30 ottobre a Genova con la seconda edizione di Face to Fake, l’escape room a cielo aperto ideata nell’ambito del progetto Critical Minds, in collaborazione con MediaLab. Nel centro storico genovese, i partecipanti dovranno riconoscere i meccanismi della disinformazione attraversando luoghi legati a miti, leggende e misteri metropolitani. Un’esperienza partecipativa che traduce in pratica il messaggio “We All Play a Part”. Iscrizione https://forms.gle/LuaNfhgeg6qkHJrj6 entro mercoledì 28 ottobre alle 12:00.


Sabato 24 ottobre dalle 10:00 alle 12:00
“Emozioni algoritmiche – Affettività, memoria e simbolismo nelle immagini generate con intelligenza artificiale”
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