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	<title>Liguria Archivi - Associazione MediaLab</title>
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		<title>Liguri sempre più digitali: il 91,1% si informa dallo smartphone. Ma la carta piace ancora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiana Biga]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 09:56:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[alfabetizzazione mediatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Liguria l’informazione corre veloce sugli schermi dei cellulari e i Liguri sono sempre più digitali:&#160;il 91,1% della popolazione consulta le notizie tramite smartphone, seguito&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.associazionemedialab.it/liguri-sempre-piu-digitali/">Liguri sempre più digitali: il 91,1% si informa dallo smartphone. Ma la carta piace ancora</a> proviene da <a href="https://www.associazionemedialab.it">Associazione MediaLab</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">In Liguria l’informazione corre veloce sugli schermi dei cellulari e i Liguri sono sempre più digitali:&nbsp;<strong>il 91,1% della popolazione consulta le notizie tramite smartphone</strong>, seguito dal 60,5% che preferisce il computer e dal 48,7% che si affida ancora alla televisione. La carta stampata conserva uno zoccolo duro di lettori: il 32,4% continua a leggerla, anche se spesso si tratta di copie non acquistate direttamente ma ricevute in prestito da un familiare o trovate al bar. A segnare il distacco generazionale è il dato sugli adolescenti: appena l’1% dichiara di leggere giornali cartacei, percentuale che sale al 42% tra gli over 67.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il primo report in Liguria</h4>



<p class="wp-block-paragraph">È il quadro che emerge dal <a href="https://www.associazionemedialab.it/ecco-cosa-rivela-il-1-report-regionale-dellosservatorio-medialab-2/">primo report regionale </a>sull’alfabetizzazione mediatica in Liguria, elaborato dall’Osservatorio&nbsp;di&nbsp;MediaLab&nbsp;e&nbsp;<strong>presentato ieri a&nbsp;Genova, a&nbsp;Palazzo Tursi</strong>.&nbsp;<br>L’indagine, che è una ricerca inedita per la nostra regione,&nbsp;fotografa un panorama in cui&nbsp;<strong>internet gioca un ruolo dominante nell’accesso quotidiano alle notizie</strong>: l’84,5% dei liguri dichiara infatti di informarsi online ogni giorno, mentre solo l’1,3% lo fa meno di una volta a settimana e appena lo 0,2% non si affida mai alla rete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le fonti più utilizzate svettano&nbsp;<strong>i social network, indicati dal 64,4% dei rispondenti</strong>.&nbsp;E qui suona un campanello d’allarme legato&nbsp;al rischio di&nbsp;diffusione di contenuti&nbsp;non sempre attendibili e&nbsp;selezionati dagli algoritmi. Seguono i siti d’informazione online (61,8%) e i motori di ricerca (58,2%).&nbsp;<br>Proprio la crescente dipendenza da social e algoritmi apre a numerosi interrogativi, tra cui la possibilità che si formino ambienti digitali chiusi, le cosiddette “echo&nbsp;chambers”, in cui gli utenti finiscono per confrontarsi soltanto con opinioni simili alle proprie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 65,1% degli utenti dei social ha affermato di averli usati nella settimana precedente per informarsi e perfino tra gli over 65 questa modalità è ormai diffusa:<strong>&nbsp;il 75%, infatti, li utilizza per seguire notizie e attualità</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro&nbsp;studio sull&#8217;alfabetizzazione mediatica dei liguri segnala anche un cambiamento nelle modalità di fruizione dell’informazione,&nbsp;<strong>sempre più visuale</strong>&nbsp;e mescolata a contenuti di intrattenimento. Questo abbassa la soglia di attenzione e facilita la circolazione di notizie poco affidabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, l’autopercezione&nbsp;resta positiva: l’86,9% dei rispondenti si dice molto o abbastanza sicuro di saper distinguere una notizia vera da una falsa. Ma la realtà è più complessa: il 16,9% ammette di aver condiviso inconsapevolmente fake news, mentre il 33,5% non sa dire se l’ha fatto o meno.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Alfabetizzazione mediatica</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Altro dato rilevante:&nbsp;<strong>l’84,9% dei liguri non ha mai partecipato a un corso di alfabetizzazione mediatica</strong>, probabilmente perché l’89% si considera già molto o abbastanza competente nell’uso degli strumenti digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si tratta di&nbsp;<strong>decidere se cliccare o meno su un contenuto</strong>, la spinta principale è la pertinenza rispetto ai propri interessi (76,5%). Non dimentichiamo, però, che di&nbsp;fatto sono i feed e gli algoritmi delle piattaforme a decidere cosa mostrare, operando una selezione preventiva delle notizie&nbsp;proprio in base alle nostre preferenze. Segue la fiducia nella testata (62%), mentre risultano meno determinanti il titolo accattivante (19,3%) e l’appeal visivo (27,8%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non manca una certa consapevolezza del&nbsp;<strong>rapporto tra informazione e pubblicità</strong>&nbsp;sui social media: solo il 9,3% degli intervistati dichiara di ignorarlo completamente, mentre il 14,9% ammette una comprensione solo parziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine,&nbsp;<strong>l’importanza dell’educazione ai media</strong>&nbsp;trova ampio consenso: per il 75,1%&nbsp;dei rispondenti&nbsp;dovrebbe essere parte integrante del curriculum scolastico, mentre il 21,3% la ritiene comunque molto importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’indagine dell’Osservatorio ha messo in luce anche&nbsp;<strong>un interessante divario di genere tra i più giovani (14-17 anni)</strong>: i ragazzi tendono a considerarsi più competenti delle coetanee nell’uso degli strumenti digitali, ma sono le ragazze a distinguersi per maggiore cautela nella selezione delle fonti e nell’attività di verifica delle informazioni. Una differenza che apre a ulteriori interrogativi: si tratta di una maggiore insicurezza femminile rispetto alle proprie competenze digitali, o piuttosto di una sovrastima maschile, alimentata da una percezione distorta delle proprie abilità? Una questione che meriterà di essere approfondita, anche in chiave educativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tra gli anziani</strong>, invece, nonostante l’elevata digitalizzazione e la frequente attività sui social, permane una maggiore esposizione alla disinformazione, con una tendenza a condividere notizie senza verificarne l’affidabilità.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Simona Tarzia, giornalista e Coordinatrice dell’Osservatorio MediaLab</h5>



<h5 class="wp-block-heading">Francesca Scorcucchi, giornalista e membro del team di ricerca dell’Osservatorio MediaLab</h5>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.associazionemedialab.it/wp-content/uploads/2025/06/MEDIA-E-INFORMAZIONE-A-CHE-PUNTO-e-LA-LIGURIA_compressed-1.pdf">CONSULTA IL REPORT QUI</a></p>



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