Raccontare l’AI: il percorso di MediaLab e Fusion AI Labs

MediaLab e Fusion AI Labs cominciano il loro percorso per imparare a raccontare l’AI. A che punto siamo con lo sviluppo dell’AI? Quali sono le opportunità, i rischi e le responsabilità per chi fa informazione? Su quali temi occorre riflettere ora e in futuro?

Sono alcune delle domande al centro dell’incontro che si è svolto il 13 marzo a Genova tra alcuni giornalisti di Medialab e il team di Fusion AI Labs, primo passo di un percorso che punta a formare i professionisti dell’informazione su come narrare e interpretare la rivoluzione dell’AI.

Ad aprire la mattinata è stato Andrea Pescino, amministratore delegato di Fusion AI Labs, che ha illustrato il contesto globale in cui si sviluppa oggi l’intelligenza artificiale e il ruolo che un centro come quello genovese può giocare nel collegare ricerca, industria e società.

Fusion AI Labs è un laboratorio di ricerca applicata nato dalla joint venture tra Expert.ai e AI Fusion Holding con l’obiettivo di avvicinare l’innovazione tecnologica al mondo delle imprese e delle organizzazioni. Il progetto, lanciato nel 2025, punta a portare a Genova fino a 130 ricercatori e professionisti entro il 2028 e a creare un ponte tra università, aziende e sperimentazione industriale dell’intelligenza artificiale.

Tra rischi e opportunità

Nel suo intervento, Pescino ha descritto l’AI come una trasformazione epocale, capace di generare grandi opportunità ma anche nuove criticità.

Tra i rischi citati: quello economico, per le aziende che non riusciranno ad adattarsi; quello sociale, legato ai cambiamenti nel lavoro; e quello più profondo di perdita di controllo su tecnologie sempre più potenti.

Uno dei temi affrontati è stato anche il confronto tra le grandi aree geopolitiche. Negli Stati Uniti, dove si concentrano grandi player tecnologici come OpenAI e Anthropic, l’innovazione procede con investimenti massicci e una forte competizione industriale. In parallelo, la Cina sta investendo enormi risorse con l’obiettivo dichiarato di diventare una superpotenza dell’intelligenza artificiale entro il prossimo decennio.

Un quadro già delineato anni fa nel libro AI Superpowers di Kai-Fu Lee, citato durante la mattinata, che analizza la competizione strategica tra Stati Uniti e Cina nel dominio dell’AI.

Il paradosso europeo

Un passaggio centrale della discussione ha riguardato il ruolo dell’Europa e dell’Italia. Il vecchio continente vive una sorta di “paradosso”: produce ottimi talenti e ricercatori, ma spesso non riesce a trasformare questa conoscenza in ricerca applicata e sviluppo industriale.

Molti esperti europei lavorano infatti nei grandi laboratori americani, contribuendo allo sviluppo delle tecnologie che poi l’Europa utilizza principalmente come consumatore.

Il tema degli investimenti è emblematico: l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di destinare alla ricerca il 3% del PIL, ma l’Italia è ancora attorno all’1,3%. Anche il contributo del settore privato resta inferiore rispetto ad altri Paesi industrializzati.

Nel frattempo, l’Europa ha assunto un ruolo centrale soprattutto sul fronte della regolazione, con normative come l’AI Act. Un approccio importante, ma che secondo molti osservatori rischia di rafforzare il ruolo dell’Europa come regolatore più che come protagonista dello sviluppo tecnologico.

Il problema della realtà

Uno dei punti più discussi durante l’incontro riguarda l’impatto dell’AI generativa sull’informazione.

Attraverso alcuni esempi di video generati con strumenti avanzati, è emerso quanto sia ormai difficile distinguere tra contenuti reali e contenuti artificiali.

Un tema cruciale per il giornalismo: al momento non esiste infatti un sistema infallibile per distinguere il vero dal falso quando le immagini e i video sono generati da modelli avanzati. Questo sarà sicuramente un punto su cui come Medialab torneremo a discutere.

Alcuni progetti in fase di sviluppo ai Labs

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata a mostrare alcuni tra i progetti in fase di sviluppo. Nicolò ha mostrato un esempio legato al coding, Simone ha mostrato lo sviluppo di una piattaforma di analisi multimodale che utilizza l’AI per estrarre informazioni strutturate da contenuti audio e video; Alberto ha presentato il progetto Fuzzy News, un assistente intelligente sviluppato per monitorare, organizzare e analizzare le notizie sul settore dell’intelligenza artificiale; Elena ha mostrato AURA un assistente intelligente sviluppato per fornire raccomandazioni nutrizionali e nutraceutiche personalizzate;  Beatrice ha invece illustrato diversi strumenti di AI utili per la produzione giornalistica, tra cui piattaforme per la generazione di immagini e di video.

Un percorso appena iniziato su come raccontare l’AI

A metà mattinata ci ha raggiunti Fabio Ricceri, fondatore di Rivista.AI, portando ulteriori spunti di riflessione sul rapporto tra informazione e tecnologie emergenti. Certamente coinvolgeremo Fabio nelle nostre prossime iniziative.

L’incontro del 13 marzo rappresenta l’inizio di un percorso che punta a costruire un dialogo strutturato tra chi sviluppa tecnologie AI e chi ha il ruolo e le competenze per raccontarle a un pubblico vasto ed eterogeneo. Perché, come è emerso chiaramente durante la mattinata, osservare e comprendere la trasformazione dell’intelligenza artificiale non è più una scelta: è una necessità. Anche per il giornalismo.