MediaLab è appena stata a Firenze per un workshop a cura di Lie Detectors sull’alfabetizzazione mediatica in età adolescenziale: ecco come è andata. La velocità con cui notizie, spesso non verificate, si diffondono attraverso i canali digitali, unita alla crescente polarizzazione del dibattito pubblico, pone sfide significative alla comunicazione e all’informazione. È in questo contesto che l’alfabetizzazione mediatica emerge come strumento cruciale per la formazione.
Con questa profonda consapevolezza, sette giornaliste di MediaLab, affiancate da alcuni colleghi toscani, hanno partecipato oggi a Firenze a un workshop intensivo e altamente formativo sull’alfabetizzazione mediatica rivolta ai bambini e ai ragazzi. L’evento, organizzato da Lie Detectors, organizzazione all’avanguardia in questo campo, si è tenuto nella prestigiosa sala Fallaci presso la Città Metropolitana di Firenze.
Lie Detectors: una missione indipendente per la salvaguardia dell’informazione
Lie Detectors è un’organizzazione belga guidata da giornalisti, che combatte la disinformazione e la polarizzazione online diffondendo l’alfabetizzazione mediatica in Europa. Fondata sulla convinzione che un pubblico informato sia la base di una società sana, questa organizzazione indipendente e pluripremiata si è posta l’obiettivo ambizioso di contrastare l’effetto corrosivo che la disinformazione e la polarizzazione online esercitano sul tessuto sociale europeo.
La sua strategia si concentra sulla diffusione capillare dell’alfabetizzazione mediatica, fornendo a ragazzi, docenti e giornalisti gli strumenti cognitivi e pratici necessari per navigare con sicurezza e spirito critico nel mare magnum dell’informazione digitale. Questo approccio va ben oltre la semplice identificazione delle fake news. Mira piuttosto a costruire una comprensione profonda dei meccanismi sottostanti il funzionamento della comunicazione e del giornalismo, le responsabilità etiche, le sfide economiche e tecnologiche.
Tra il 2017 e il 2024 Lie Detectors ha formato più di 100.000 studenti di 10-15 anni, oltre 3.500 insegnati e più di 500 giornalisti. Lie Detectors conta inoltre 1.300 workshop all’anno e 7 Paesi coperti con le formazioni in presenza.
L’efficacia del modello operativo di Lie Detectors è solidamente supportata da risultati concreti e misurabili, che evidenziano un impatto profondo e significativo. Il 95% dei bambini e dei ragazzi che hanno partecipato ai workshop ha dichiarato di aver trovato le attività proposte utili e adeguate alle proprie esigenze. Significativo anche il fatto che il 70% degli studenti avrebbe desiderato una maggiore frequenza di tali iniziative all’interno del proprio percorso scolastico. Questo perché i workshop di Lie Detectors stimolano la curiosità dei giovanissimi e ne incoraggiano il pensiero critico. Inoltre si tratta di attività che dotano i ragazzi degli strumenti per diventare consumatori di notizie più autonomi e responsabili.
L’impatto di Lie Detectors si estende in modo significativo anche al corpo docente, agendo come un catalizzatore per l’innovazione didattica e l’engagement degli studenti. Il 100% degli insegnanti che hanno ospitato i workshop ha riportato un aumento tangibile dell’interesse da parte dei propri alunni dopo le sessioni.
Il workshop di Firenze
Il workshop di Firenze – il primo in Italia per Lie Detectors – è stato concepito come un’esperienza immersiva e interattiva. La giornata si è rivelata un solido ponte tra la teoria dell’alfabetizzazione mediatica e la sua applicazione pratica nel contesto quotidiano. I saluti di benvenuto di Giampaolo Marchini, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, hanno aperto i lavori. Marchini ha sottolineato con enfasi l’importanza cruciale di tali iniziative non solo per la professione giornalistica, ma per l’intera società civile.
Un’esperienza immersiva tra teoria e applicazione pratica
Il cuore pulsante e più innovativo del workshop è stato senza dubbio la simulazione di sessioni in classe, sapientemente curata da Gabriel Rinaldi e Anastasia Lopez. In uno stimolante rovesciamento di ruoli, i giornalisti presenti si sono calati nei panni degli studenti, partecipando attivamente a lezioni progettate specificamente per ragazzi dai 10 ai 15 anni. Hanno così sperimentato in prima persona alcune metodologie didattiche utilizzate da Lie Detectors.
Questa immersione ha permesso di comprendere a fondo come si possa efficacemente guidare i giovani a discernere tra fonti affidabili e contenuti ingannevoli e a sviluppare un sano scetticismo critico. La simulazione ha offerto spunti preziosi su come affrontare temi complessi come le fake news, la disinformazione intenzionale, i bias cognitivi e le echo chambers, trasformandoli in concetti accessibili, stimolanti e pertinenti per un pubblico giovane.
Il pomeriggio è stato interamente dedicato all’analisi approfondita delle tecniche e della teoria che sottostanno alle visite nelle scuole. I relatori hanno illustrato il modello specifico utilizzato per i ragazzi più grandi (14-15 anni). Tra gli elementi evidenziati, l’importanza di un linguaggio appropriato, di esempi concreti e di attività interattive per catturare l’attenzione e stimolare il pensiero critico degli studenti. Si è discusso di come creare un ambiente sicuro in cui i ragazzi possano esprimere dubbi, porre domande e sviluppare le proprie capacità di analisi senza timore di giudizio, promuovendo così un apprendimento attivo e partecipativo.
I relatori del workshop
Il successo e la risonanza del workshop di Firenze sono stati indubbiamente amplificati dalla straordinaria competenza, dall’esperienza e dalla passione dei relatori.
Anastasia Lopez è giornalista radiofonica, televisiva e digitale, autrice e moderatrice di eventi. Lavora come freelance, tra gli altri per l’emittente pubblica austriaca ORF (01), ed è co-fondatrice della piattaforma di fact-checking BAIT su TikTok, dedicata alla lotta contro disinformazione, fake news e teorie del complotto online. In precedenza ha lavorato per Hitradio Ö3 e come reporter per il telegiornale “Zeit im Bild” su ORF 1. Nel suo lavoro si occupa principalmente di digitalizzazione, disinformazione, crisi climatica, democrazia e parità di genere. Ha collaborato con l’organizzazione europea di alfabetizzazione mediatica Lie Detectors e tiene regolarmente workshop sul giornalismo digitale e il fact-checking nelle scuole. Lopez ha studiato Media Reporting all’University of West London, Giornalismo Internazionale all’Università UniNettuno di Roma e Relazioni Internazionali alla Nottingham Trent University. Nel 2020 è stata inserita tra i “30 under 30” del giornalismo austriaco e ha ricevuto il Premio giornalistico europeo Megalizzi-Niedzielski della Commissione Europea.
Gabriel Rinaldi è caposervizio di Süddeutsche Zeitung Dossier Digitalwende, occupandosi della dimensione digitale legata a sicurezza e politica. Ha iniziato la sua carriera presso la sede berlinese di POLITICO e ha collaborato con testate come The Washington Post, SPIEGEL, Frankfurter Allgemeine Zeitung e Tagesspiegel. Gabriel ha studiato politica, sociologia ed economia a Berlino, Londra e Milano e si è formato alla scuola di giornalismo ifp di Monaco di Baviera. È stato nominato “Top 30 under 30” del giornalismo da “medium magazin”. Dal 2023 tiene corsi di formazione per Lie Detectors per studenti e insegnanti in tedesco, inglese e italiano.
La nostra esperienza con l’alfabetizzazione mediatica in età adolescenziale
La partecipazione di MediaLab a questo workshop si inserisce organicamente in una più ampia visione strategica, saldamente ancorata alla promozione e al sostegno attivo di tutte quelle iniziative che mirano a rafforzare la consapevolezza critica.
L’esperienza acquisita a Firenze, grazie all’interazione con Lie Detectors e ai preziosi contributi di Anastasia Lopez e Gabriel Rinaldi, sarà di inestimabile valore per arricchire il nostro impegno. Ci ha fornito nuovi strumenti analitici, prospettive innovative e metodologie didattiche efficaci per affrontare con maggiore incisività le sfide poste dalla disinformazione.
Il workshop ha inoltre rafforzato la convinzione che la lotta alla disinformazione non possa essere condotta in solitaria. Richiede una rete di collaborazione tra giornalisti, educatori, istituzioni e cittadini. MediaLab si impegna a essere parte attiva di questa rete, promuovendo il dialogo, la condivisione di buone pratiche e la creazione di sinergie che possano amplificare l’impatto delle singole iniziative.









